Giudici/avvocati a difesa della carta: no processi col pc

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Ottobre 2015 12:44 | Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2015 12:44
Giudici/avvocati a difesa della carta: no processi col pc

Giudici/avvocati a difesa della carta: no processi col pc

ROMA – In questo caso non c’è un conflitto tra toghe: giudici e avvocati, diciamo i più agée, i veterani, sono uniti nel condannare i cosiddetti Pct, i processi civili telematici, appena introdotti. A tal punto che combattono insieme per affiancare agli atti scaricabili facilmente nella rete condivisa, una “copia di cortesia”, ovviamente su carta.

La stessa carta che da giugno 2014 è bandita dai tribunali, dal giugno 2015 dalle corti di appello e a breve da quelle di cassazione. Un ammodernamento che ha prodotto risultati significativi sia dal punto di vista della velocità che del risparmio. Qualche numero: sono 13 milioni gli atti digitali finora postati, a sostituzione di oltre 48 milioni di notifiche. Il Governo ha stanziato altri 147 milioni di euro per perfezionare la struttura digitale del processo telematico.

Si tratta di una questione generazionale. Vecchi avvocati scrivono ancora gli atti a penna prima di farseli battere a macchina dalle segretarie. I magistrati ne fanno perfino un punto d’onore: “Lo svilimento della funzione del magistrato è assolutamente evidente. Aggravio di responsabilità del giudice, cui è demandata un’attività prima attribuita al personale di cancelleria”.

L’attività svilente consiste nel dover accedere ai fascicoli tramite speciale software (Consolle), accreditarsi con un  Pin, depositare gli atti in rete, consultarli a qualsiasi ora del giorno e della notte, emettere una sentenza con un clic. I più giovani sono invece tutti schierati perché l’e-justice funzioni. Beata modernità, sembrano invece dire i togati esperti, era meglio quando si stava peggio, fateci la cortesia di un pezzo di carta…