Green Hill, liberano beagle: rischiano 4 anni di carcere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Settembre 2015 13:12 | Ultimo aggiornamento: 23 Settembre 2015 13:14
Green Hill, liberano beagle: rischiano 4 anni di carcere

Attivisti a favore della chiusura di Green Hill (Foto Lapresse)

BRESCIA – Liberarono i cuccioli chiusi nel canile-lager di Green Hill, a Montichiari (Brescia). A processo, rischiano fino a quattro anni di carcere. Sono accusati di furto e rapina impropria, lesioni e resistenza.

Era il il 28 aprile 2012 quando un gruppo di animalisti fece irruzione nell’allevamento di beagle destinati alla vivisezione, portando via una settantina di animali. Poco tempo dopo quello stesso canile venne sequestrato dal Corpo forestale dello Stato e tre persone, gestori o veterinari del canile, vennero indagate con l’accusa di maltrattamento di animali. Il 23 gennaio scorso i tre (Ghislane Rondot, Renzo Graziosi e Roberto Bravi) sono stati condannati.

Nei congelatori del canile vennero trovati cento cadaveri di beagle. In tutto in quattro anni sarebbero seimila i cani uccisi al Green Hill. Una volta usati per gli esperimenti, i cani non venivano curati, bensì soppressi.

“Li abbiamo liberati, salvati da una morte sicura”: si difendono così i tredici attivisti a processo. La sentenza è prevista per novembre, e la mobilitazione animalista è già partita. Un appello promosso da Animal Amnesty per chiedere l’assoluzione completa degli imputati ha raccolto quasi 26mila firme.