Green Pass, non pubblicate foto del certificato vaccinale sui social. Quali rischi si corrono

di Caterina Galloni
Pubblicato il 13 Giugno 2021 16:29 | Ultimo aggiornamento: 13 Giugno 2021 8:17
Green Pass, non pubblicate foto del certificato vaccinale sui social. Quali rischi si corrono

Green Pass, non pubblicate foto del certificato vaccinale sui social. Quali rischi si corrono

Condividere online il certificato di avvenuta vaccinazione è un rischio da non sottovalutare. Secondo gli esperti c’è un mercato illegale fiorente, i malviventi vendono senza scrupoli le informazioni e ne traggono bei guadagni.

Raj Samani, data scientist e membro di McAfee, al Sun ha detto che prima di postare la foto del certificato una persona dovrebbe chiedersi: “Faccio bene a condividerla? Ho davvero bisogno di farlo?”.

Ai cittadini vaccinati viene dato un attestato in cui è elencato il tipo di vaccino, il numero di lotto della dose, la data di vaccinazione e il proprio nome e cognome. Ma i truffatori hanno già iniziato a riprodurre quelli falsi.

Green Pass, i truffatori possono riprodurre falsi dalle foto online

Un’indagine del Telegraph ha scoperto che hanno venduto la documentazione falsa tra i 6 e i 32 euro ma il numero del lotto Pfizer era comunque vero.

L’attestato può garantire alle persone di partire per le vacanze all’estero in molti paesi ed è importante mantenere privati i numeri di lotto per evitare che circolino delle truffe.

Green Pass, il rischio furto di identità

Condividere i dettagli del certificato, scrive il Sun, può mettere inoltre a rischio di furto di identità, specialmente su piattaforme come Instagram.

“Ci sono più fasi nel tentativo di ingannare una persona”, ha spiegato Raj. “La prima fase è la ricerca. Più informazioni hanno su una persona e tanto più possono agire.

“Ci sono stati bambini e adolescenti presi di mira su piattaforme di giochi online a cui è stato detto “Sappiamo che scuola frequenti” perché i genitori avevano pubblicato sui social una foto in cui i figli indossavano l’uniforme scolastica.

“Le informazioni possono essere usate contro le persone”, ha sottolineato Raj.

L’esperta di sicurezza informatica Tracy Cunningham, che lavora presso Check Point, sostiene che sulla sicurezza online c’è bisogno di maggiore informazione.