Grezzana (Verona), coppia gay erige un muro per difendersi dalle aggressioni. Il Comune: “E’ abusivo”

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 aprile 2019 11:21 | Ultimo aggiornamento: 17 aprile 2019 11:21
Grezzana (Verona), coppia gay erige un muro per difendersi dalle aggressioni. Il Comune: "E' abusivo"

Grezzana (Verona), coppia gay erige un muro per difendersi dalle aggressioni. Il Comune: “E’ abusivo” (Foto Facebook)

GREZZANA (VERONA) – Dopo gli insulti, le svastiche e la benzina gettata addosso, Angelo e Andrea hanno deciso di erigere un muro intorno alla loro casa nel tentativo di proteggersi. Ma per il Comune si tratta di un muro abusivo. 

La decisione i due, sposati, l’avevano presa dopo che l’11 agosto scorso qualcuno aveva gettato addosso ad Andrea, che si trovava sul ballatoio di casa, 30 litri di benzina, racconta Angiola Petronio sul Corriere della Sera.

Un’aggressione avvenuta alle 2 di notte a cui ne seguirono altre: solo pochi giorni fa in piazza Angelo è stato preso a schiaffi. E nella buca della posta è arrivata una lettera, scritta a computer: “Voi culattoni, negri, ebrei, spastici finirete tutti nelle camere a gas. Viva Mussolini. Viva Hitler”.

Così Andrea e Angelo hanno deciso di difendersi da soli, e hanno eretto quel muro alto due metri e lungo 41, fatto di pannelli di lamiera in acciaio.  “Non c’è rumore che non ci faccia sobbalzare, non c’è notte che dormiamo senza svegliarci di soprassalto”, hanno spiegato al Corriere della Sera Angelo e Andrea, nei confronti dei quali, però, proprio a causa di quel muro è stato aperto un procedimento “per l’avvio delle procedure sanzionatorie”.

Intanto, però, gli atti intimidatori nei confronti dei due non sono finiti. Lo scorso 30 marzo, durante i giorni del Congresso mondiale delle Famiglie di Verona, Angelo è stato aggredito in piazza da un ragazzo che è stato poi fermato dalla Digos. Ma la sera, tornato a casa, ha trovato la porta d’ingresso sbarrata con una sedia, come se qualcuno avesse voluto bloccarli in casa.

Il sindaco di Grezzana, Arturo Alberti, difende la decisione del Comune: “Ad altri che avevano regolarmente chiesto di fare lavoro simili a quello è stato detto di no. Loro non hanno neanche presentato la domanda. Adesso si tratta di trovare una soluzione per un’opera che al momento è abusiva. Sono pronto a incontrarli e disponibile a cercare con loro una via d’uscita, ovviamente nei limiti della legge”. Dal canto loro Angelo e Andrea sottolineano: “È appena stato approvata la legittima difesa – dicono -. Questa non è legittima difesa? O lo è solo quella delle armi? Noi viviamo nel terrore”. (Fonte: Corriere della Sera)