I Radicali: "A Venezia pazienti morti e vivi nelle stesse stanze"

Pubblicato il 23 Novembre 2011 - 18:22 OLTRE 6 MESI FA

ROMA, 23 NOV – ''Pazienti deceduti lasciati nelle stesse stanze di quelli ancora vivi, mentre nel reparto manca perfino una doccia''. Accade all'ospedale civile di Venezia, nel reparto di oncologia "padiglione Gaggia". La denuncia e' di Maria Antonietta Farina Coscioni, deputata radicale e presidente onoraria dell'Associazione Luca Coscioni, la quale annuncia di aver presentato un'interrogazione urgente al ministro della salute, aspettandosi sulla questione ''celeri chiarimenti'' e un ''celere intervento e iniziative adeguate per sanare una situazione che definire vergognosa e incivile è poco''.

Ai malati oncologici terminali, afferma Coscioni in una nota, ''resta solo il diritto di essere assistiti con cure palliative e di accompagnamento. A Venezia – sottolinea – l'unica struttura è costituita dall'hospice del Fatebenefratelli, con appena otto posti letto. Per tutti gli altri in attesa, ci sono solo due possibilità, ovvero tornare a casa con l'assistenza domiciliare, oppure restare in reparto, in attesa della morte senza riparo e discrezione, perché il reparto ovviamente deve funzionare''. L'unica, reciproca protezione, denuncia l'esponente radicale, ''è costituita da una tenda azzurra che però non copre nemmeno tutto il letto. E in quegli spazi, spesso sono costretti a convivere malati terminali e malati deceduti''. Non esiste neppure una stanza del "commiato", anche se potrebbe essere predisposta in tempi celeri: ''tutto – conclude Coscioni – è bloccato, infatti, da ostacoli burocratici''.