Ilva, revocato il sequestro dell’altoforno 2

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 Settembre 2015 19:27 | Ultimo aggiornamento: 7 Settembre 2015 19:27
Ilva, revocato il sequestro dell'altoforno 2

Lo stabilimento dell’Ilva (Foto Lapresse)

TARANTO – Dopo quasi tre mesi l‘Ilva ha ottenuto dalla Procura di Taranto il dissequestro dell’altoforno 2 (con prescrizioni da attuare entro il 31 ottobre), che peraltro non ha mai smesso di funzionare nonostante il provvedimento giudiziario che non prevedeva la facoltà d’uso.

Il sequestro risale al 18 giugno, sei giorni dopo la morte dell’operaio Alessandro Morricella. L’operaio morì quattro giorni dopo essere stato investito da una fiammata mista a un getto di ghisa incandescente fuoriuscito dall’altoforno 2.

Il governo era intervenuto con un decreto per sospendere gli effetti del sequestro, ma nei giorni successivi l‘Ilva aveva presentato un piano tecnico di messa in sicurezza dell’altoforno 2 che, secondo l’azienda, garantisce sia le esigenze di sicurezza sul lavoro sia quelle di continuità della produzione e di tutela dell’occupazione.

Attualmente l‘Ilva marcia con tre altiforni: il numero 4, il numero 1 (riavviato all’inizio di agosto) e il 2. E’ in manutenzione, invece, l’altoforno 5, il più grande d’Europa, che dovrebbe riprendere l’attività il prossimo anno.

Il 17 luglio scorso i carabinieri, su delega della procura, entrarono nello stabilimento per effettuare un sopralluogo nell’area dell’afo2 e denunciarono 19 operai (3 della ditta d’appalto semat) presenti sul campo di colata, contestando loro il reato di violazione di sigilli. La Procura, dopo la protesta dei sindacati e un vertice in Prefettura, precisò che si trattava solo di “accertamenti di carattere assolutamente preliminare in vista di eventuali successive attività di indagine”.