Cronaca Italia

Ilva, Stefano Delli Ponti è morto: i colleghi fecero una colletta per aiutarlo

Ilva, Stefano Delli Ponti è morto: i colleghi fecero una colletta per aiutarlo

Ilva, Stefano Delli Ponti è morto: i colleghi fecero una colletta per aiutarlo

TARANTO – Stefano Delli Ponti, 39 anni, l’operaio dell’Ilva di Taranto, che aveva contratto il tumore al collo per due volte nel giro di un anno, non ce l’ha fatta. I colleghi del’Ilva avevano fatto una colletta per aiutarlo a sostenere le costotissime cure.Ma lunedì 30 dicembre la malattia lo ha vinto.

Circa tremila dipendenti dell’Ilva avevano sottoscritto un documento per devolvere il corrispettivo di novemila ore lavorate o di ferie in favore del collega. Una gara di solidarietà nei confronti dell’operaio, che da un paio d’anni stava affrontando un vero e proprio calvario nella speranza di sconfiggere il tumore.

Delli Ponti, grazie alla solidarietà dei compagni di lavoro e al sostegno dell’Usb (Unione sindacale di base) e degli altri sindacati, aveva raccolto una somma di denaro che gli avrebbe consentito di recarsi all’estero per sottoporsi a un intervento chirurgico.

Lavorava all’Ilva dal 1999 e per undici anni era stato impiegato nel reparto manutenzione refrattaria in Acciaieria 2. Poi aveva svolto la mansione di macchinista nel reparto Mof (Movimentazione ferroviaria) e infine era passato nel magazzino Carriponti.

Poi a maggio 2011 la tragica scoperta: gli fu diagnosticato un tumore alla ghiandola salivare della bocca, la parotide. Dopo qualche mese fu operato a Taranto e iniziò la chemioterapia. Ma il cancro tornò ad affacciarsi. 

Nel maggio scorso un gruppo di lavoratori occupò una saletta della direzione dello stabilimento per sollecitare l’azienda ad autorizzare la colletta in favore di Delli Ponti. L’Ilva dopo pochi giorni gli accreditò una prima tranche da 20 mila euro.

Stefano Delli Ponti lascia la moglie Doriana e i suoi due figli, Simone e Giulia, rispettivamente di 8 e 3 anni.

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