Incendi Piemonte: incubo fumo e vento. Centinaia di sfollati, anche casa di riposo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 ottobre 2017 20:40 | Ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2017 20:42
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Incendi Piemonte: incubo fumo e vento. Centinaia di sfollati, anche casa di riposo

TORINO – Fiamme nel Nord Italia tra Torino e Varese. Centinaia di sfollati (circa 600) nel canavese e in Valsusa. Il vento fa paura e riaccende i roghi. Intanto arrivano i canadair dalla Croazia e dalla Svezia. I circa 180 ospiti di una casa di riposo a Susa (Torino) sono stai evacuati per le conseguenze degli incendi che continuano da giorni a bruciare le montagne. Nella città inoltre è già stato predisposto in via preventiva un centro di accoglienza capace di ospitare duecento persone. Domenica mattina nella zona del Seghino sono state sentite due forti esplosioni, probabilmente riconducibili a vecchi ordigni bellici sprofondati nel terreno.

Le fiamme in Valsusa continuano a fare paura. È stata da poco chiusa l’autostrada del Fréjus, da Chianocco a Oulx, in entrambe le direzioni. A MOmpantero e Venaus la situazione è allarmante. Il fronte delle fiamme si sta spostando verso Giaglione. Anche Sparone e Locana, in Canavese, alle pendici del Gran Paradiso, restano i punti più critici sul fronte incendi in provincia di Torino. La sindaca di Sparone, Anna Bonino, è quello di Locana, Giovanni Bruno Mattiello, hanno incontrato il presidente della giunta regionale Sergio Chiamparino, anche oggi impegnato a visitare i luoghi colpiti dall’emergenza roghi.

Il vento che ha concesso solo qualche ora di tregua in Valsusa ha ricominciato a soffiare, ri-alimentando le fiamme. Continua a bruciare la montagna sopra Mompantero e c’è il timore che adesso minacci anche le case, sempre più a valle. Le fiamme si sono avvicinate a Susa: il sindaco Plano ha preventivamente fatto evacuare Cascina Roma e predisposto un centro di accoglienza al centro Beato Rosaz: la Croce Rossa ha pronti 200 pasti per gli operatori. C’è il rischio concreto che le fiamme arrivino anche nel vallone di Novalesa alle pendici del Rocciamelone. Da Caprie a Novalesa sono andati in fiamme in una settimana duemila ettari di bosco: centinaia le persone che sono accorse per dare una mano.

“Abbiamo bisogno di aiuto”.

“Abbiamo bisogno di aiuto. Abbiamo bisogno che si riportino più notizie, che le informazioni circolino. E se ci sono persone disponibili a darci una mano, chiediamo che le autorità concedano loro il permesso di salire da noi”. E’ quanto afferma all’ANSA Maria Grazia, una donna residente in un paese della Valle di Susa, a proposito dell’emergenza incendi. “La situazione – spiega – è grave. Il grosso problema è il vento, che la notte scorsa ha riacceso focolai nella zona di Mompantero che sembravano essere sotto controllo. Ma anche nei giorni scorsi il vento era un grosso ostacolo: l’acqua gettata dagli aerei era spostata dalla massa d’aria anche a parecchi chilometri dall’obiettivo”. In queste ore la Valle di Susa è attraversata da preoccupazione, apprensione e cenni di proteste che trovano sfogo anche sui social. Si rincorrono le voci su squadre di aspiranti soccorritori fermi in Francia per intoppi burocratici, ci si lamenta per lo scarso interesse che gli incendi sembrano riscuotere fra i media nazionali (stampa e tv), ci si chiede perché “non arrivano i Canadair”: per alcune volte alle porte della Bassa Valle è stato notato uno dei grossi velivoli fare la spola verso la pianura, ma la sua destinazione era Cumiana, nella vallata parallela, dove nel frattempo infuriava un altro incendio.

La situazione in Lombardia.

“La Regione Lombardia sta facendo la propria parte e sta collaborando con gli enti a tutti i livelli. Sono in arrivo quattro Canadair dall’estero con cui confidiamo di domare le fiamme. Ringrazio tutte le persone impegnate nelle attività di spegnimento”. Lo ha detto Simona Bordonali, assessore alla Sicurezza, Protezione Civile e Immigrazione della Regione Lombardia fornendo gli aggiornamenti in merito alla situazione incendi in Lombardia. Dalle prime ore della mattinata odierna sono proseguite le attività di spegnimento sui quattro incendi attivi nei comuni di Varese, Tavernerio (Como), Forcola (Sondrio) e Tremosine (Brescia). I vigili del fuoco di Curno segnalano la disponibilità di mezzi aggiuntivi del Coau provenienti da Svizzera, Germania, Croazia e Grecia.

A Varese sono andati bruciati 35 ettari totali di bosco e l’incendio è ancora attivo. L’incendio interessa due zone distinte, la prima è Campo dei Fiori, la seconda è Rasa di Varese. Nella notte scorsa, 15 persone in località Campo dei Fiori sono state invitate a lasciare la propria residenza. Via Campo dei Fiori di Varese resta chiusa al traffico, per tutta la giornata odierna, in via precauzionale. Durante la notte il fronte del fuoco ha ripreso con maggiore intensità interessando, in particolare, i comuni di Luvinate, Barasso e Comerio. Nella mattinata sono riprese le operazioni d’intervento da terra e coi mezzi aerei. A Barasso, in località Pian delle Resinose, dove il fumo è risultato particolarmente intenso, si è provveduto all’evacuazione precauzionale di alcune persone.