Incidente Michele Bravi, la Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per il cantante

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Luglio 2019 13:35 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2019 13:39
Incidente Michele Bravi, la Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per il cantante (foto Ansa)

Incidente Michele Bravi, la Procura di Milano chiede il rinvio a giudizio per il cantante (foto Ansa)

ROMA – La Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio stradale per il cantante 24enne Michele Bravi per l’incidente dello scorso 22 novembre nel quale morì una 58enne che era in sella ad una moto.

Nelle indagini, chiuse ad aprile, il pm Alessandra Cerreti ha disposto anche una consulenza cinematica per ricostruire l’accaduto. Per Bravi, che aveva espresso subito il suo “profondo dolore” e difeso dal legale Manuel Gabrielli, l’udienza preliminare inizierà il 5 dicembre davanti al gup Luigi Gargiulo.

L’incidente era avvenuto la sera del 22 novembre scorso. Bravi, vincitore di X Factor nel 2013 e che partecipò nel 2018 a Sanremo con ‘Il diario degli errori’, quella sera era alla guida di un’auto di una società di car sharing e, secondo quanto ricostruito dalle indagini della Polizia locale di Milano, avrebbe effettuato un’inversione vietata in via Chinotto per immettersi nel senso di marcia opposto. In quel momento, stava arrivando la donna, in sella ad una Kawasaki, che non ha fatto in tempo a frenare e si è schiantata contro la portiera dell’auto. E’ stata trasportata d’urgenza all’ospedale San Carlo dove è morta circa un’ora dopo. Il cantante aveva subito chiamato i soccorsi.

La difesa di Bravi, dopo la chiusura delle indagini, ha spiegato, però, che “vi sono seri elementi per dimostrare l’innocenza del mio assistito”, precisando anche che “per prima cosa bisogna ricordarsi che si sta parlando di una tragedia che ha colpito la vittima e la sua famiglia come Michele”. Il difensore aveva chiarito anche che Bravi “non stava effettuando inversione ad U, bensì una svolta a sinistra per accedere ad un passo carraio” e che andava valutata anche “la velocità della moto”. 

Fonte: Ansa, Agi.

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