Inps, il sito (come prevedibile) va in tilt e mostra a casaccio dati personali utenti. Luciano Vangone star (a sua insaputa)

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Aprile 2020 12:10 | Ultimo aggiornamento: 1 Aprile 2020 13:41
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Inps, il sito (come prevedibile) va in tilt e mostra i dati personali degli utenti. Luciano Vangone star (a sua insaputa)

ROMA – Ma cosa sta succedendo al sito dell’INPS? Quello che era prevedibile: il caos.

Da qualche ora il sito dell’INPS, come ovvio, è stato preso d’assalto da chi deve fare richiesta per il bonus da 600 euro, da chi deve chiedere il bonus per il congedo parentale e da chi deve chiedere il bonus baby sitter. Il risultato? Il sito è andato più o meno in tilt.

Il sito così, quando va bene, non è raggiungibile e invece, quando va male, mostra nomi e dati random, cioè a caso, al visitatore.

Come a caso? Esatto: totalmente a caso. Tanti i casi segnalati sui social.

Nella bacheca di chi entra, spiegano in tanti, vengono mostrati a caso dei nomi, dei dati, dei codici fiscali. Il tutto, ovviamente, senza alcuna logica.

Il sito, insomma, è andato in tilt e sta mostrando i dati delle persone ad altre persone. Sarebbe inutile e noioso fare l’elenco delle proteste sui social.

Per esempio, spiega con ironia un utente, “dopo il login con le mie credenziali posso vedere i dati di una ventina di persone. Se qualcuno vede i miei può fare la richiesta del bonus al posto mio e avvisarmi? Grazie”.

Al momento tra i nomi più gettonati nel mare caotico di dati buttati alla rinfusa sulle bacheche degli utenti c’è quello del povero Luciano Vangone. Luciano Vangone che, evidentemente, è comparso sulla bacheca di molti.

All’Inps sono giunte 100 domande al secondo, prova a spiegare il premier Giuseppe Conte, con 300 mila richieste ad oggi, e questo ha creato qualche problema. Il premier ha inoltre parlato anche di un hackeraggio del sistema.

Ma è possibile, anno di grazia 2020, ritrovarsi in una situazione del genere? Ma è possibile che nessuno abbia previsto un assalto al sito?

E la privacy? Le domande, come ovvio, resteranno a volteggiare nell’aria, senza risposta, per chissà quanto tempo.

Fonte: Inps, Twitter, Adnkronos, Ansa.