Ivrea, maxi inchiesta per riciclaggio: 53 indagati, c’è anche Rino Gattuso

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 luglio 2018 16:55 | Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2018 17:52
Ivrea, maxi inchiesta per riciclaggio: 53 indagati, c'è anche Rino Gattuso

Ivrea, maxi inchiesta per riciclaggio: 53 indagati, c’è anche Rino Gattuso

TORINO – Nuove preoccupazioni per l’allenatore del Milan Rino Gattuso. Secondo quanto riporta l’agenzia Ansa il tecnico rossonero risulterebbe tra gli indagati di una maxi inchiesta per riciclaggio di denaro, coordinata dalla Procura di Ivrea (Torino). [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] In tutto sono 53 le persone indagate e nove le misure cautelari al momento emesse: una in carcere e 8 obblighi di dimora.

Gattuso, scrive l’Ansa, sarebbe indagato per trasferimento fraudolento di valori. L’allenatore sarebbe coinvolto in quanto socio, con il 35% delle quote, della società agricola Tre olmi di Gallarate, fallita nel 2014 e poi presumibilmente utilizzata secondo gli investigatori per lavare denaro sporco.

Ma l’allenatore del Milan nega ogni suo ipotetico coinvolgimento. In una nota Gattuso precisa che il documento ricevuto dai pm di Ivrea “è un atto dovuto per la sua posizione di ex socio di una società sulla quale si è attenzionata l’attività di indagine”. E nega ogni addebito: “L’indagine verte su un soggetto che solo indirettamente risulta essere collegato a quella società”, dalla quale Gattuso è uscito “dopo un breve periodo” e nella quale “non ha mai ricoperto alcun ruolo operativo, possedendo esclusivamente una quota del capitale sociale”.

L’inchiesta era partita nel 2010. La vicenda ruota attorno all’imprenditore Pasquale Motta, 45 anni, di Pino Torinese, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Secondo gli investigatori Motta sarebbe legato a persone vicine alla ‘ndrangheta, che costituiva – secondo l’accusa – società per riciclare denaro. L’elenco dei reati ipotizzati dopo le indagini condotte dai carabinieri di Torino, sono trasferimento fraudolento di valori, falso in atto pubblico, abuso d’ufficio, peculato, indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato, ricettazione, riciclaggio, corruzione e induzione indebita.

L’inchiesta è nata da una denuncia di 8 anni fa, presentata dall’ex gestore della casa di riposo comunale Casa del sole di Favria (Torino). Sarebbero così emerse irregolarità avvenute tra il 2010 e il 2013. L’imprenditore arrestato avrebbe estromesso la vecchia gestione e avrebbe percepito 112 mila euro di contributi pubblici grazie ai suoi rapporti con alcuni amministratori pubblici.

Tra gli indagati ci sono anche l’ex sindaco di Fabria, Giorgio Cortese e alcuni componenti della giunta e del consiglio comunale nel 2010. Dalle indagini sarebbe emerso che Pasquale Motta era socio occulto di almeno quattro società, Villa Nizia con sede a Favria, Eurocoop di Corato (Bari), Studio Medical San Luig, con sede a Castrovillari (Cosenza) e la società agricola Tre olmi di cui Gattuso possiede il 35% delle quote.