Jolly Nero, una telefonata dalle macerie e le speranze dei soccorritori

Pubblicato il 8 Maggio 2013 - 09:03| Aggiornato il 20 Marzo 2023 OLTRE 6 MESI FA

GENOVA –  Uno squillo di cellulare proveniente da sotto le macerie aveva fatto sperare in un lieto fine per i soccorritori impegnati nel porto di Genova, dove il Jolly Nero ha fatto crollare la Torre dei piloti uccidendo almeno 4 persone. Solo pochi squilli, troppo pochi per riuscire a localizzare la persone che chiamava. E’ sotto le macerie, i soccorritori ne sono sicuri, ma la speranza di trovarla si è spenta in pochi attimi insieme alla chiamata terminata.

La notte tra il 7 e l’8 maggio è andata avanti nelle ricerche ininterrotte, ma il bilancio la mattina è ancora di 3 morti, 4 feriti e 6 dispersi. Finora solo una delle vittime è stata identificata: è una guardia costiera di 30 anni, di Rapallo, Daniele Frantantonio. Gli altri due morti sono un altro sottufficiale della Capitaneria di Porto, e un impiegato del corpo Piloti di Genova.

Al Molo Giano si continua a lavorare per cercare di liberare la banchina da ciò che resta della Torre di controllo del Porto, una struttura in cemento alta oltre 50 metri. Alle 23 di martedì è stata colpita in pieno, e inspiegabilmente, dalla poppa della porta container Jolly Nero, della linea Messina. E’ venuta giù di schianto, seppellendo tutti coloro che c’erano al suo interno, 13 persone secondo il bilancio provvisorio reso noto dalle forze dell’ordine. La torre, di cemento e vetro, si è come ”afflosciata” nelle acque nere di molo Giano.

Dei quattro feriti accertati, due sono stati ricoverati in codice rosso, altri due sono in condizioni meno gravi. I quattro si sono salvati perché sarebbero riusciti a gettarsi in mare prima del crollo della torre. Poche le speranze, invece, di trovare in vita le sei persone disperse. Sommozzatori dei vigili del fuoco hanno scandagliato il fondo del porto per tutta la notte, mentre decine di uomini del soccorso lavorano per rimuovere le macerie della torre e delle due palazzine della Capitaneria crollate dopo l’urto. Si opera anche con l’ausilio di un pontone, in condizioni difficili.

Dei dispersi, tre sarebbero rimasti imprigionati all’interno dell’ascensore della torre, poi finito o in acqua o sepolto dalla macerie. Subito dopo l’incidente si sono recato sul posto il sindaco, Marco Doria, il prefetto, Giovanni Balsamo, il presidente dell’AP, Luigi Merlo, l’armatore, Stefano Messina. Sconvolti. ”E’ una tragedia inspiegabile”, ha detto Merlo. ”Siamo senza parole, e disperati” ha aggiunto Messina. La nave è stata sequestrata. Secondo alcune testimonianze avrebbe avuto un’avaria ai motori, per cui era diventata ingovernabile. ”Di certo non doveva essere li”’ ha commentato Merlo. ”Una nave di quelle dimensioni non può far manovra in quella zona”. Il sindaco Doria ha proclamato il lutto cittadino.