La Spezia, condannato per spaccio. Risarcito dall’azienda che lo aveva “demansionato senza motivo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Luglio 2019 10:27 | Ultimo aggiornamento: 8 Luglio 2019 12:02
La Spezia: condannato per spaccio, deve essere risarcito dall'azienda che lo aveva demansionato senza motivo

La Spezia: condannato per spaccio, deve essere risarcito dall’azienda che lo aveva demansionato senza motivo

ROMA – Il Tribunale del lavoro di La Spezia, con una sentenza che sembra senza precedenti, ha riconosciuto a un lavoratore condannato per spaccio di stupefacenti il rimborso a causa del demansionamento, non giustificato e illegale, da parte della società in cui lavorava. Quel demansionamento a semplice guardiano di gabbiotto seguito a una richiesta di assunzione, è stato all’origine, dicono i magistrati, della sua caduta nel vortice della droga, fino allo spaccio e alla condanna del 2015.

Nabil M., tunisino di 36 anni, era bravo, disponibile, desideroso di ben figurare: nel 2008 comincia a lavorare con la Sanlorenzo spa, di Ameglia (La Spezia), società che costruisce yacht. Nabil si fa apprezzare al punto di diventare autista, factotum e uomo di fiducia del presidente. E’ sempre con il capo, tratta con clienti e fornitori, si fa 800 ore di straordinario all’anno.

Quando nel 2013 chiede di essere assunto a tempo indeterminato iniziano i guai: il contratto lo ottiene, ma da semplice guardiano. Frustrazione e stress lo portano a consumare cocaina prima, a spacciarla poi anche a Milano fino all’arresto nel 2014 e la successiva condanna nel 2015. 

5 x 1000

La giustizia civile, però, sta per raccontare un’altra storia. Nabil fa ricorso. Super-lavoro illecito prima, demansionamento e crollo psicologico poi, spiega il Corriere.it, gli varranno 52mila euro di rimborso. Nella loro sentenza civile i giudici scrivono che Nabil, “pur se inquadrato come autista godeva in azienda di una posizione di rilievo, essendo autista del presidente e almeno per un certo periodo persona di sua fiducia, in grado di interloquire con la clientela (parlava più lingue)”, era inserito tra i vertici aziendali.

Da quel ruolo Nabil è stato declassato a “custodia e guardinaggio” in cambio dell’assunzione a tempo indeterminato. (fonte Corriere.it)