Omicidio Lidia Macchi, Stefano Binda condannato all’ergastolo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 aprile 2018 13:09 | Ultimo aggiornamento: 24 aprile 2018 20:54
Omicidio Lidia Macchi, Stefano Binda condannato all'ergastolo

Lidia Macchi, la studentessa trovata uccisa con 29 coltellate nel gennaio del 1987 in un bosco a Cittiglio, nel Varesotto. Un giornale dell’epoca

VARESE – I giudici della Corte d’assise di Varese hanno condannato all’ergastolo Stefano Binda, unico imputato per l’omicidio di Lidia Macchi, la studentessa trovata uccisa con 29 coltellate nel gennaio del 1987 in un bosco a Cittiglio, nel Varesotto.

I giudici della Corte d’assise di Varese, dopo circa quattro ore di camera di consiglio, hanno inflitto l’ergastolo a Binda escludendo l’aggravante dei motivi futili e abbietti condannandolo, invece, per quella della crudeltà. Binda, dopo la lettura della sentenza, ha rivolto lo sguardo verso qualcuno tra il pubblico con aria sbigottita.

Il cinquantenne di Brebbia fu arrestato a gennaio 2016, ventinove anni dopo il delitto, dopo che una sua ex amica, Patrizia Bianchi, riconobbe la sua grafia nella lettera inviata ai genitori della 20enne.

Il dibattimento è durato un anno e sono stati ascoltati decine di test.

Durante l’udienza fondamentale come prova è stata proprio la famosa lettera arrivata alla famiglia il giorno dei funerali della ragazza e che Patrizia Bianchi, riconobbe come scritta dall’imputato, perché confrontata con la grafia su alcune cartoline spedite da Binda in vacanza in Sardegna. Riconoscimento arrivato quasi 30 anni dopo e per caso, dopo la pubblicazione della lettera sui giornali.

“E’ un giorno di sollievo, perché finalmente è stata stabilità una verità processuale che corrisponde a quella storica” ha detto il sostituto pg Gemma Gualdi dopo la lettura della sentenza. “E’ un giorno di dolore per tutti – continua il sostituto pg – famigliari della vittima ma anche per colpevole, ma è un affermazione dello Stato e di tutte le persone che hanno voluto la verità e che fanno parte di questo Stato”.

Visibilmente scossa dopo la lettura della sentenza è apparsa Paola Bettoni, mamma di Lidia Macchi. “Da una parte sono contenta, dall’altra penso a una mamma che si trova con un figlio in una situazione così, io ho perso mia figlia ma anche lei”. Poi ha aggiunto: “Lidia non meritava un morte così”.

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