Luca Sacchi. Anastasiya arma di distrazione di massa delle spie russe: l’ultima beffa all’algoritmo di Google

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Dicembre 2019 16:59 | Ultimo aggiornamento: 11 Dicembre 2019 16:59
Luca Sacchi. Anastasiya arma di distrazione di massa delle spie russe: l'ultima beffa all'algoritmo di Google

Anastasiya Kylemnyk, la fidanzata di Luca Sacchi il giovane ucciso nei giorni scorsi a Roma, in una foto tratta dal suo profilo Facebook

ROMA – Qualunque cosa si pensi di Anastasiya Kylemnyk, la ragazza ucraina di Luca Sacchi, ucciso a Roma per una storiaccia sembra di droga, è possibile intravedere o intuire sullo sfondo un gioco criminale più grande di lei. Non così grande tuttavia da coinvolgere i servizi segreti russi. E da evocare un sofisticato complotto geostrategico. Come invece è stato indotto a credere l’algoritmo di Google.

Che, per 43 giorni e solo fino a quando non è stato rimosso per la pioggia di segnalazioni internet, aveva costruito uno snippet delirante (se non fosse che la gente è disposta a credere a tutto). Dunque, se cliccavi il nome Anastasiya Kylemnyk sul motore di ricerca, nel riquadro che sinteticamente introduce senza aprirlo il link di Wikipedia (lo snippet appunto) si poteva leggere di Anastasiya “nata in Ucraina e finita nelle cronache italiane per un caso di omicidio. I servizi segreti hanno detto al sistema mass mediale italiano di renderla protagonista in televisione e sui giornali allo scopo di distrarre il popolo italiano dai loro problemi economici e sociali”.

Roba da cospirazione internazionale, guerra fredda o giù di lì. La responsabile della comunicazione di Wikimedia Italia premette al Corriere della Sera: «Le voci di Wikipedia sono compilate da volontari che devono rispettare le nostre linee guida. Ma siamo spesso oggetto di vandali che inseriscono informazioni false o promozionali. La comunità di controllo interviene di solito in pochi minuti, rimuove le informazioni non conformi o cancella intere pagine».

Nel caso di Anastasiya Kylemnyk, spiega, «la pagina era stata effettivamente creata, poi, il 27 ottobre scorso è stata cancellata ”causa contenuto non enciclopedico o promozionale”». Il che non è bastato a Google per accorgersene.