Luigi Cavalli Sforza è morto: addio al genetista che smontò il concetto di razza

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 settembre 2018 15:21 | Ultimo aggiornamento: 1 settembre 2018 15:21
Luigi Cavalli Sforza è morto: addio al genetista che smontò il concetto di razza

Luigi Cavalli Sforza è morto: addio al genetista che smontò il concetto di razza

BELLUNO – Si è spento nella notte a Belluno Luigi Luca Cavalli Sforza. Il celebre genetista, studioso delle popolazioni e delle migrazioni dell’uomo, aveva 96 anni. Nel corso della sua onorata carriera ha insegnato alle università di Parma, Pavia e Stanford, negli Stati Uniti. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play].

Cavalli-Sforza ha dedicato larga parte delle sue ricerche a smontare il concetto di “razza” ed è stato uno dei primi genetisti a indagare sul modo in cui i geni contengono tracce della storia dell’umanità, interessandosi anche di antropologia e linguistica.

Nato a Genova nel 1922, aveva studiato a Torino alla scuola di Giuseppe Levi che fu maestro anche di ben tre premi Nobel: Salvador Luria, Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini. Ma soprattutto era stato allievo di Adriano Buzzati Traverso, padre della genetica italiana e fratello dello scrittore Dino.

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Sin dai primi anni Cinquanta l’interesse scientifico di Cavalli Sforza si è concentrato soprattutto sull’uomo. Il suo principale obiettivo era quello di ricostruie l’evoluzione culturale umana costruendo il primo albero genealogico dell’umanità basato non solo su dati biologici ma anche archeologici e linguistici.

Geni, popoli e lingue, il suo lavoro più conosciuto è diventato un best-seller della saggistica scientifica.