Manduria, morte di Antonio Stano. Uno dei fermati: “Implorava disperato: state fermi”

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 maggio 2019 17:30 | Ultimo aggiornamento: 1 maggio 2019 17:30
Manduria, morte di Antonio Stano. Uno dei fermati: "Implorava disperato: state fermi"

Manduria, morte di Antonio Stano. Uno dei fermati: “Implorava disperato: state fermi” (foto Ansa)

MANDURIA (TARANTO) – “Urlava implorando disperato: state fermi, state fermi”: a raccontarlo è uno degli otto ragazzi fermati dalla polizia nell’ambito delle indagini sulla morte del pensionato Antonio Stano, picchiato, rapinato e bullizzato da gruppi di giovani a Manduria (Taranto).

Il giovane di 19 anni è uno dei due maggiorenni coinvolti. A lui si è arrivati grazie all’auto notata dai vicini di casa di Stano durante uno dei raid contro il pensionato. Il giovane, sentito a sommarie informazioni, ha detto che frequentava da circa un mese un gruppo di coetanei e che un sabato sera, mentre erano in auto, uno di loro gli chiese di andare all’Oratorio di San Giovanni Bosco perché “dovevano andare a sfottere ‘il pazzo’ che abitava di fronte”.

Il giovane ha descritto tre episodi di pesanti violenze, aggressioni, insulti, contro Stano, riferendo che le prime due sono state filmate con il suo cellulare da un altro indagato e trasmesse on line.

In una circostanza, Stano era sull’uscio di casa. Uno dei ragazzi “gli ha sferrato un forte schiaffo sul volto e dei calci sulle gambe e mentre la vittima cercava invano di difendersi – ha riferito il diciannovenne, secondo quanto riferisce l’Ansa -. L’altro amico… anche lui sferrava uno schiaffo al volto e dei calci sulle gambe, e staccava un pezzo di tapparella della porta di casa e faceva finta di scagliarla sopra l’anziano. Durante l’accaduto, mentre io sostavo vicino alla mia auto, il mio amico… riprendeva l’accaduto col mio cellulare che mi aveva chiesto in precedenza in quanto di migliore qualità. Nel frattempo, io li invitavo ad andar via, ma non mi ascoltavano”.

In un’altra occasione, “sul posto c’era già un gruppo di sei/sette ragazzi che io conosco soltanto di vista – avrebbe detto il diciannovenne -. Gli stessi nell’occasione stavano sferrando dei calci contro la porta di casa dell’anziano, spalancandola. La vittima si affacciava pregandoci di andar via ma tutto il gruppo e tutti i ragazzi che erano già sul posto in precedenza entravano nell’abitazione, rincorrendo l’anziano che cercava rifugio in casa. Io nel frattempo entravo in casa per vedere cosa stessero facendo i miei amici e nella circostanza. Notavo… e altri due ragazzi che al momento non ricordo chi fossero, percuotere violentemente l’anziana vittima con dei bastoni e scope trovati in casa, con l’uomo che cercava di difendersi proteggendosi il volto con le braccia, gridando ‘aiuto, aiuto’. Poco dopo tutto il gruppo andò via, in quanto sentimmo una signora, vicina di casa, urlare ‘andatevene che chiamo la Polizia’ e pertanto andammo tutti via”.(Fonte: Ansa)