Ilva: manifestazioni, vietata la zona rossa. Scarti in mare, grande chiazza

Pubblicato il 16 agosto 2012 11:30 | Ultimo aggiornamento: 16 agosto 2012 16:53
Ilva

(Foto Lapresse)

TARANTO – Niente politici alla manifestazione del 17 agosto: i comitati e le associazioni di Taranto lo hanno detto chiaro e tondo. Non vogliono che i politici pugliesi partecipino alla manifestazione perché, scrive su Facebook il portavoce del ‘Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti’ e operaio dell’Ilva, Cataldo Ranieri, !”sono colpevoli di averci abbandonati e ridotti a dover manifestare per il diritto alla salute e alla vita; di averci messo indegnamente e colposamente nella condizione di accettare tutto questo per un pezzo di pane e veleni. Per questo la vostra presenza non è assolutamente gradita”. Intanto in città c’è stato un altro danno ambientale: una nave turca, che  raccoglie gli scarti dell’Ilva, ha sversato dell’olio combustibile nel mar Grande di Taranto forse per una falla o per un errore: si è venuta a formare una grande chiazza di olio in acqua.

Intanto per la manifestazione il questore di Taranto, Enzo Mangini, ha stabilito il divieto di passare ”sotto la prefettura e nelle relative adiacenze”. In prefettura si svolgerà infatti il vertice istituzionale sulla vertenza Ilva a cui  parteciperanno i ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico Corrado Clini e Corrado Passera. L’incontro si terra’ in Prefettura a partire dalle 11.30. Per per l’intera giornata sarà vietato il transito e la sosta dei veicoli nei pressi del Palazzo del Governo e nelle aree circostanti.

Le manifestazioni pubbliche previste per venerdì sono due. Quella che si preannuncia più massiccia è stata promossa dal ‘Comitato lavoratori e cittadini liberi e pensanti’ e vi hanno aderito molte delle associazioni che da anni si battono a Taranto contro l’inquinamento dell’Ilva (tra le prime Peacelink e ‘Donne per Taranto’). Il ‘Comitato’ ha indetto un corteo dietro l’Apecar, divenuto il simbolo della battaglia per ”il risveglio di Taranto”, fino alla prefettura o alla adiacente piazza Vittoria: una ”grande manifestazione pacifica”, anche con i bambini, per ”dire grazie al gip Todisco” – annunciano i promotori – e per protestare contro il fatto che ”per la prima volta ministri della Repubblica italiana saranno a Taranto non per tutelare i diritti dei cittadini e dei lavoratori ma per salvaguardare gli interessi dell’Ilva, continuando a fare pressioni antidemocratiche nei confronti della Magistratura”. Un’altra manifestazione era stata preannunciata da Legambiente: un presidio sotto la prefettura ”per dire ai ministri Clini e Passera che Taranto non accetterà colpi di spugna sulla vicenda Ilva né che venga calpestata la sua dignità”.

Sul fronte degli scioperi anche giovedì 16 agosto all’Ilva Fim Cisl e Uilm Uil hanno indetto due ore di stop, dalle 10 alle 12, contro gli sviluppi giudiziari della vicenda di inquinamento ambientale da parte dello stabilimento siderurgico. Un’assemblea convocata sulla statale 7 ‘Appia’, che scorre vicino allo stabilimento, ha bloccato la strada sino a mezzogiorno. Un altro blocco riguarda la statale 106 ionica.

Quella del 16 agosto è la terza giornata di manifestazioni indette da Fim e Uilm; la Fiom Cgil non vi ha aderito perché esse rischiano di costituire un attacco alla magistratura. Lo sciopero oggi riguarda gli operai dei reparti Tna, Tub, Laf, Erw, Riv, Pla, Fna, Mag Spe, Mag Gen, Staff, Manutenzioni Area Ghisa e Aziende dell’Appalto. ”Riteniamo necessario – affermano Fim e Uilm – mantenere alta l’attenzione in attesa di soluzioni concrete da parte delle istituzioni e dell’azienda, finalizzate alla salvaguardia della salute e dell’ambiente, nonché alla tutela di tutti i posti di lavoro”.