Mario Cerciello Rega, rischio processo per i 2 carabinieri che bendarono Gabriel Natale Hjorth

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Dicembre 2019 12:23 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2019 20:17
Mario Cerciello Rega, rischio processo per i 2 carabinieri che bendarono Gabriel Natale Hjorth

Mario Cerciello Rega, rischio processo per i 2 carabinieri che bendarono Gabriel Natale Hjorth (Foto Ansa)

ROMA – Rischio processo per i due carabinieri accusati di avere bendato Gabriel Natale Hjorth, mentre era in stato di fermo in una caserma di via in Selci per la morte del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma nel luglio scorso. La Procura di Roma ha chiuso le indagini, atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio, nei confronti di due militari dell’Arma in servizio all’epoca dei fatti in via in Selci. 

In particolare i pm coordinati dal procuratore Michele Prestipino e dall’aggiunto Nunzia D’Elia, contestano a uno dei carabinieri l’accusa di misura di rigore non consentita dalla legge per avere bendato il giovane californiano, mentre al collega il reato di abuso d’ufficio e pubblicazione di immagine di persona privata della libertà per avere scattato la foto, poi diffusa.

L’immagine di Gabriel Christian Hjort, bendato e con il capo chino in una stanza della caserma di via in Selci, venne diffusa “su almeno due chat Whatsapp, delle quali una dal titolo ‘Reduci ex Secondigliano’ con 18 partecipanti, dalla quale veniva poi ulteriormente diffusa da terzi ad altri soggetti e chat” arrecando al giovane statunitense ‘un danno ingiusto'”. E’ quanto scrivono i pm di Roma nell’atto di chiusura delle indagini.

L’indagato avrebbe anche fornito “specifiche indicazioni sui primi risultati investigativi ottenuti (circa ad esempio il fatto che i ragazzi erano in cerca di cocaina) violando quindi i doveri inerenti alle funzioni o al servizio o comunque abusando delle sua qualità, rivelava a terzi notizie che dovevano rimanere segrete (tale essendo quella relativa alla individuazione di sospettati nel corso delle indagini di polizia giudiziaria) e comunque agevolava la conoscenza”. (Fonte Ansa).