Masi accusa il Fatto di stalking, il quotidiano: “Gli sms lo smentiscono”

Pubblicato il 17 Marzo 2011 12:24 | Ultimo aggiornamento: 17 Marzo 2011 12:24

Mauro Masi

ROMA – Il direttore generale della Rai Mauro Masi ha annunciato una querela per diffamazione e stalking contro il Fatto quotidiano. Il quotidiano si difende e pubblica la sua versione-“smentita” e spiega di aver telefonato a Masi “per avere la sua versione dei fatti”.

Ecco le telefonate e gli sms che secondo il quotidiano smentirebbero il dg della Rai tra il giornalista Marco Lillo e Masi.

La prima telefonata “Direttore la disturbo? Velocissimo… Dovrei scrivere un articolo sulla casa di Capri. Perché dopo il preliminare non ha comprato? È una banalità. Lei può chiamare il notaio Ragnisco e le spiegherà tutto. Mi interessava e avevo fatto un’opzione ma poi ho fatto fare una verifica da tecnici della zona e da altri che ho fatto venire e ho rinunciato pagando una penale. Tutto qui. Non ci voglio tornare su questa cosa. Perché ha contattato l’uomo di Anemone, Stallocca, tramite Balducci? Chiedevo un tecnico che venisse a fare una verifica della casa. Una cosa normalissima. Come ho preso lui ne ho presi altri due. Ho visto che non andava bene e ho pagato la caparra opzionale e ci ho rimesso. Qualunque parola in più lei scrive, io la querelo. Lei come ha questo telefono? Appena scendo qui sotto passo ai carabinieri e la denuncio. Come fa lei ad avere il mio numero privato eh? Ma è il mio mestiere. Lei non può arrabbiarsi se un cronista chiama il direttore generale della Rai. Una sola parola diversa da questa e la denuncio. Scusi solo un’ultima domanda direttore, i milioni di euro dove li prendeva? Sono fatti miei. Sono i miei risparmi, non si permetta di fare nessuna insinuazione, io non aspetto altro che denunciarla. Buongiorno. Click”.

Dopo alcuni giorni richiamiamo Masi per avere notizia della fiction del venditore. Al saluto, Masi sorride. Appena sente il tema della domanda, attacca e invia un sms, il primo di una lunga corrispondenza: 16:13 da Masi a Marco Lillo: “Tutto è depositato dal notaio Ragnisco. Aspetto con ansia che lei scriva qualunque cosa di diverso X poterla denunciare X molti reati. Sempre secondo legge. Buon Lavoro. Masi”.

16:30 Lillo a Masi: “Io faccio solo il mio lavoro. Le volevo chiedere se aveva avuto un ruolo nell’inserimento della fiction basata sulla storia del venditore della sua casa, U. Mattone, fiction varata dalla Rai nello stesso periodo in cui si accordava con Susanna Smit per restituirle 100 mila euro di caparra penitenziale. Soldi suoi. Le volevo chiedere: 1) ha incassato i 100 mila?; 2) non le pare un conflitto di interessi incassare soldi e trattare con Mattone mentre la Rai inserisce nel piano di produzione la fiction basata su biografia e soggetto del suo promittente venditore?”.

16:32 Masi a Lillo: “Io su questa questione ho ceduto ai venditori 100 mila euro. Come da contratto. X il resto ho già girato i suoi sms ai miei avvocati. Ci vedremo in tribunale al più presto e non sarà solo X l’ovvia diffamazione continuata e aggravata. Buona domenica”.

16:52 Lillo a Masi “Sono stato dal notaio Ragnisco e nell’atto del 16 dicembre 2010 c’è scritto: Mattone trattiene 200 mila euro a titolo di caparra penitenziale e U. Mattone si impegna a restituire a S. Smit 100 mila euro alla stipula del preliminare con altro compratore (….)Il mio intento è solo quello di scrivere cose precise e giuste. Se vuole sono a disposizione per chiarire. I tribunali hanno già tanto da fare”.

16:53 Masi a Lillo “X essere più chiari in questa vicenda tutta formale a livello notai io ci ho rimesso 100 mila euro più 27 mila circa di tasse. Non male X un ‘conflitto di interesse’ anche X un giornale come il suo. Ogni notizia diversa diretta o allusiva è una automatica diffamazione ed essendo reiterata anche stalking e altro reato connesso. Ora la saluto definitivamente”.