Omicidio Melania Rea: marito disposto a dare Dna, scagiona amico

Pubblicato il 28 Aprile 2011 21:23 | Ultimo aggiornamento: 28 Aprile 2011 21:23

ASCOLI PICENO – E’ uno scenario complesso quello in cui è avvenuto l’omicidio di Carmela Melania Rea, la giovane mamma di 29 anni trovata uccisa in una pineta nel Teramano. Così lo descrive il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno col. Alessandro Patrizio, che fin dall’inizio aveva avvertito: ”non sono indagini facili”. Non lo sono perché non c’è ancora un movente cui ricondurre questa barbara uccisione, e per questo gli investigatori stanno valutando e scartando via via una serie di ipotesi, anche le più ”bizzarre”, o che addirittura vedano la Rea ”agnello sacrificale” in una mattanza giustificata da ”situazioni esterne”.

”Io – dice il col. Patrizio – gioco su piu’ tavoli. Non ci fermiamo alle apparenze, anche se pure le apparenze hanno importanza”. E così, mentre in procura ad Ascoli continuano a sfilare i testimoni, il marito di Melania, Salvatore Parolisi, si mostra in televisione per scrollarsi di dosso i sospetti che inevitabilmente lo hanno toccato. Ieri a Chi l’ha visto, e oggi a La vita in diretta, Parolisi, tra continui accenni di pianto, si lamenta per le falsità che legge su di lui e la sua famiglia. Non sono io a dovermi giustificare, sembra voler dire, ”sono altri che devono fare il loro lavoro, per fare giustizia, giustizia tra virgolette”.

E chissà, si chiede, se giustizia sarà mai fatta. E ancora: ”Sono disposto a dare anche il mio sangue per il Dna”, per essere una volta per tutte escluso dalle indagini. Il caporalmaggiore ha già spontaneamente consegnato i vestiti che indossava il giorno della scomparsa della moglie e le chiavi dell’auto, che non è sotto sequestro. Sull’auto, peraltro, sono state trovate tracce ematiche, ma sembrano vecchie. E poi Parolisi, istruttore al Reggimento Piceno, dove insegna tecniche di movimento, non è raro che abbia ferite sul corpo. Di sicuro non ne aveva dopo la scomparsa della moglie, quando con i carabinieri ha cominciato a battere palmo palmo la zona. Della cerchia più vicina alla coppia, dove gli investigatori stanno ancora scavando, fa parte anche Raffaele, una guardia carceraria che Salvatore ha chiamato per andare a cercare Melania.

”Grossa fiducia” nell’amico, che sarebbe tra gli ‘attenzionati’ insieme ad altre persone, fra cui, un dirimpettaio dagli sguardi insistenti, un operaio amico di famiglia (che però quel giorno era al lavoro) e, sembra, una soldatessa. Certo che l’ambiente militare qualcosa può offrire alle indagini. Ma il Reggimento è un fortino:”speriamo che le indagini si concludano presto. Noi continuiamo a lavorare”, è l’unico commento che esce da lì. Accertamenti sono in corso sulla donna vista il giorno in cui Melania è scomparsa a circa un chilometro dal Pianoro di Colle San Marco.

La donna non correva ma camminava a passo sostenuto. Il testimone che l’ha vista non ha saputo dire se si trattasse o meno di Melania. Potrebbe essere anche una donna coinvolta nel rapimento e nell’omicidio della Rea. Il bivio Colle è peraltro una strada alternativa per raggiungere Ripe di Civitella, dove e’ stato trovato il cadavere, dal pianoro di Colle San Marco. La tempistica è importante, per questo le speranze sono legate anche a uno scontrino – con la data del giorno della scomparsa o quello successivo – trovato in un cestino dei rifiuti nella pineta del Teramano. Qualcuno ha comperato forse un panino e una bibita per fare un picnic; utile sarebbe sapere da quella persona qual era lo stato dei luoghi. Insomma, si scava tra amicizie, parentele, ambiti lavorativi delle persone che avevano un qualche legame con Melania, e Salvatore.

La giovane donna potrebbe aver visto o sentito qualcosa che non doveva? E per farla tacere, è possibile che abbia agito piu’ d’una persona? Una che la preleva al Pianoro di San Marco e la porta in un luogo convenuto, un’altra che la ‘scarica’ nella pineta abruzzese, ancora agonizzante? ”Non sono indagini facili”, ripete il col. Patrizio, in attesa degli accertamenti tecnici dei Ris e mentre proseguono le indagini ‘tradizionali’, per arrivare al movente che portera’ all’assassino.