Meningite, nella bergamasca è psicosi. Stop alla stretta di mano in segno di pace a messa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Gennaio 2020 10:43 | Ultimo aggiornamento: 13 Gennaio 2020 12:43
Meningite, nella bergamasca è psicosi. Stop alla stretta di mano in segno di pace a messa

Meningite, psicosi nella bergamasca (Ansa)

ROMA – E’ psicosi meningite in provincia di Bergamo, in particolare nel Basso Sebino. I cinque casi di sepsi da meningococco nella Bergamasca nel giro di un mese fanno paura. Vuoti alberghi e ristoranti, disertati da tifosi e sportivi i palazzetti dove si giocano i campionati. A messa la domenica, in particolare a Villongo e Tavernola, si è giunti ad abolire la stretta di mano in segno di pace. Sostituita dagli sguardi di pace.

Abolita la stretta di mano in segno di pace a messa

“Stop anche all’offerta della Comunione direttamente alla bocca – segnala Quotidiano.net -. Sia mai che le mani di qualche sacerdote tocchino la bocca dei fedeli, spaventatissimi di fronte al rischio contagio. Il tutto, dicono dalle parrocchie coinvolte, ‘solo per abbassare la tensione sul tema’”.

Stop ai campionati sportivi

La paura della meningite nella zona del basso lago d’Iseo ha provocato problemi anche ai campionati sportivi. Ieri a Sarnico non si è presentato il Cenate Sotto che avrebbe dovuto incontrare il Csi Oratorio Sarnico. Stessa scena anche nel Campionato provinciale Fipav di prima divisione con la squadra Volleymania di Nembro che non si è presentata in campo. Il motivo sarebbe proprio la paura di un possibile contagio. Intanto mentre il piano straordinario di vaccinazioni prosegue, oggi sarà chiuso l’ambulatorio di Sarnico con l’eccezione delle vaccinazioni prenotate nel quadro del piano vaccinale nazionale destinato ai bambini. Da martedì a venerdì le vaccinazioni riprenderanno nella sede della guardia medica dalle 9 alle 16.

I medici: no a panico, basso rischio epidemia

“Non c’è motivo di panico o allarme generalizzato, ma è giusto mantenere alta l’attenzione: se si interviene come si sta facendo, mettendo in atto una vaccinazione di massa, il focolaio si può infatti circoscrivere”. A spiegarlo, dopo il quinto caso di sepsi da meningococco nella Bergamasca nel giro di un mese, è il direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità (Iss), Gianni Rezza, sottolineando che “il rischio di un’epidemia su larga scala è molto basso, perché si sta intervenendo in modo rapido e massivo”. Anche se “non si può escludere – avverte – il verificarsi di altri casi finchè le vaccinazioni in atto non daranno i loro effetti, il che richiede circa due settimane di tempo”. (fonti Ansa, Agi, Quotidiano.net)