Milano, rapisce per la seconda volta la figlia di 11 anni. Era rientrata a novembre dopo tre anni in Siria

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Dicembre 2019 15:05 | Ultimo aggiornamento: 21 Dicembre 2019 15:05
Milano, rapisce per la seconda volta la figlia di 11 anni. Era rientrata a novembre dopo tre anni in Siria

Ragazza maltrattata da genitore (foto ANSA)

MILANO – “Ti prego, riportami mia figlia”. Mariana V., 53 annni, ecuadoriana, implora il marito siriano da cui si è separata, Maher Balle, di riportarle la figlia di 11 anni. L’uomo, come anticipato oggi, sabato 21 dicembre, dal Corriere della Sera, ha sequestrato la piccola prelevandola fuori dalla scuola media che frequenta a Milano. L’aveva già rapita una volta per un periodo lungo tre anni fino alla liberazione, dopo una complessa operazione internazionale, il 28 novembre scorso. Il cellulare di Balle e quello della ragazzina sono spenti, indaga il pm Cristian Barilli che ha firmato un decreto di rintraccio.  

“Ho avuto la conferma – spiega all’AGI l’avvocato della donna, Angelo Musicco – che sono state adottate tutte le misure urgenti che si prendono in questi casi, come il blocco delle frontiere e il controllo delle telecamere per vedere se, quando l’ha presa con sé, era da solo o con altri, a piedi o in auto”. 

Su una possibile imprudenza del personale scolastico, il legale sostiene che “la scuola non poteva non sapere, nel senso che la ragazzina era stata iscritta in corso d’anno per motivi eccezionali dovuti alla vicenda che la madre aveva spiegato. Anche se non c’era un divieto espresso di vedere il padre – prosegue Musicco – per scelta della madre che non voleva far del male alla figlia togliendole il padre, però qualche cautela avrebbero potuto prenderla visto che veniva da un sequestro internazionale”. A quanto riferisce il legale, Mariana V. non sa dove i due si possano trovare:

“E’ disperata, piange da ieri. Potrebbe essere che la volontà di Balle sia riportarla in Siria, ma, secondo me, non ha varcato la frontiera”. Anche l’avvocato lancia un appello: “Gli conviene riportarla sia sul piano giudiziaria perché gli tolgono la ‘messa alla prova’ che è stata disposta nei suoi confronti, sia sul piano umano perché di fronte a una madre che anziché privarti della figlia per quello che hai fatto, ti lascia una seconda possibilità, questa è una risposta incomprensibile”.

Fonte: AGI.