Mohamed Fikri: fermo di Massimo Giuseppe Bossetti per omicidio Yara mi riabilita

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Giugno 2014 20:22 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2014 20:32
Mohamed Fikri: fermo di Massimo Giuseppe Bossetti per omicidio Yara mi riabilita

Yara Gambirasio

ROMA – Omicidio di Yara Gambirasio, il fermo di Massimo Giuseppe Bossetti è una “ulteriore riabilitazione” per Mohammed Fikri, il muratore marocchino che era stato fermato qualche giorno dopo la scomparsa della tredicenne di Brembate di Sopra, rilasciato dopo 2 giorni e definitivamente scagionato dall’accusa di omicidio poco più di un anno fa. L’avvocato di Fikri, Roberta Barbieri, ha commentato:

“Il fermo del presunto assassino della ragazza è una ulteriore riabilitazione, perché c’era qualcuno che ancora nutriva dubbi nei suoi confronti”.

Quella del fermo del presunto assassino, ha spiegato il legale, ”è una notizia fantastica, sono contento per la famiglia di Yara e per Fikri, perché così lui viene ulteriormente riabilitato perché c’era qualcuno che ancora nutriva dubbi nei suoi confronti”. I guai giudiziari per il marocchino, di professione piastrellista, erano inizaiti la sera del 4 dicembre 2010, una settimana dopo la scomparsa di Yara. Con una rocambolesca operazione disposta dalla Procura di Bergamo, gli investigatori avevano raggiunto un traghetto salpato da Genova e sul quale Fikri stava raggiungendo Tangeri, in Marocco. La sua appariva, in quel momento, come una fuga: poche ore prima i carabinieri avevano infatti intercettato una sua telefonata, nella quale, secondo una prima traduzione, Fikri avrebbe dichiarato: ”Che Allah mi perdoni, non l’ho uccisa io”. Invece, ascoltata da altri interpreti, quella stessa frase venne tradotta in modo del tutto diverso: ”Mio Dio, facilitami nella partenza”. Il marocchino venne scarcerato con tanto di scuse, ma l’archiviazione definitiva dall’accusa di omicidio da parte del gip arrivò solo il 22 febbraio dello scorso anno. Fikri, tra l’altro, è rimasto indagato con l’accusa di favoreggiamento fino al 12 agosto 2013, giorno in cui è uscito definitivamente dall’inchiesta per la morte della ragazzina. Il legale ha raccontato che, dopo un periodo passato in Marocco, Fikri di recente è tornato in Italia ma ”ha problemi con il permesso di soggiorno, anche perché non ha un’occupazione”. Ovviamente, ha chiarito il difensore, ”l’arresto e il suo lungo coinvolgimento nell’inchiesta lo hanno segnato e gli hanno creato numerose difficoltà”.   (Foto da Facebook)

(Foto Lapresse)