Mondiali di ciclismo: a Varese costarono 70 milioni, in Svizzera solo 9

Pubblicato il 8 Marzo 2010 13:27 | Ultimo aggiornamento: 8 Marzo 2010 13:27

Le ultime due edizioni dei mondiali di ciclismo sono costate rispettivamente 9 milioni di euro (nel 2009) e 71,4 milioni (nel 2008). Nel 2009 la corsa iridata si è tenuta a Mendrisio, in Svizzera: sono stati spesi 9 milioni di euro e una parte dei soldi è anche avanzata. Nel 2008, invece, a Varese, sono stati spesi oltre 70 milioni e la società che si è occupata dei lavori ha un “buco” di 2 milioni di euro.

Di questi 71 milioni, 54 sono stati investiti per rifare la tangenziale della città lombarda, 4,7 sono stati destinati alle opere relative ai percorsi, 2,4 erano destinati alle spese del comitato organizzatore. Altri fondi sono stati riservati ai parcheggi: 2,6 milioni per la costruzione di un parcheggio in Viale Europa e 4 milioni per altri parcheggi. Alcune di queste opere non sono mai state realizzate, mentre altre si sono rivelate inutili perché spesso inutilizzate dopo i mondiali.

La Procura di Varese sta indagando sulla vicenda. I fondi destinati alla competizione erano stati stanziati dallo Stato: i mondiali di ciclismo sono infatti stati considerati “grande evento” e per questo sono stati organizzati dalla Protezione civile. La maggior parte degli appalti sono poi stati vinti dalla “Varese 2008 scarl”. A capo dell’azienda c’è Attilio Navarra, che con un’altra società, la “Italiana costruzioni”, aveva già vinto altri appalti commissionati dalla Protezione civile.

La magistratura aveva cominciato a indagare dopo che Legambiente aveva presentato un esposto contro la costruzione dell’hotel di Capolago: l’albergo era stato costruito con procedura di emergenza grazie all’autorizzazione concessa da Guido Bertolaso. Secondo gli ambientalisti, la struttura era stato posizionata in una zona a rischio idrogeologico.

In un primo momento la Procura di Varese aveva chiesto l’archiviazione. Il gip Giuseppe Battarino ha chiesto di indagare ancora: secondo Battarino la Protezione civile non aveva “poteri extralegali”, per cui bisognava continuare a indagare per verificare che il Dipartimento avesse agito in maniera legale.

Secondo l’accusa, gli appalti della Protezione civile avrebbero favorito in particolare altri due immobiliaristi, considerati molto “vicini” al centrodestra lombardo: si tratta di Sandro Polita e Salvatore Ligresti. In particolare la ditta che fa capo a Ligresti ha costruito l’Atahotel, una mega-struttura che rimane spesso inutilizzata.