Mose, Galan: “Fesserie colossali, non ho colpe. E mia moglie non fa la cubista”

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Giugno 2014 12:37 | Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2014 12:48
Giancarlo Galan

Giancarlo Galan

ROMA – “Colossali fesserie”, sulla sua casa, sugli affari, sul suo tenore di vita. E poi quella puntualizzazione sulla moglie: “Non faceva la cubista, non ha il fisico”.

Giancarlo Galan ribatte ogni accusa: l’ex governatore del Veneto e deputato di Forza Italia è indagato per lo scandalo tangenti al Mose di Venezia. Parla alla Camera, in conferenza stampa, proprio mentre la Giunta delle autorizzazioni deve decidere se assecondare o meno la richiesta di custodia cautelare dei magistrati.

“Sono stato investito da un ciclone umano, mediatico, giudiziario che mai avrei pensato. Io non ho le colpe che mi vengono attribuite”, ha detto Galan.  “Nel frattempo non è che non abbiate scritto le peggiori infamie. Io so che il politico è un mostro, ma mi aspettavo più rispetto nei confronti miei e della mia famiglia. Sulle mie condizioni patrimoniali e sulla casa sono state dette fesserie colossali. Non esiste una parola sul fatto che io abbia avuto soldi”.

La casa è una dimora trecentesca di Cinto Euganeo che, secondo l’accusa, sarebbe stata ristrutturata grazie al milione di euro versato dall’imprenditore Giorgio Baita. Per quanto riguarda il patrimonio dei coniugi Galan, ecco cosa scriveva Fabio Tonacci su Repubblica il 7 giugno scorso:

“E’ guardando dentro la Franica Doo, una srl di diritto croato, che si scopre altro. È la società tramite la quale i Galan «gestiscono il proprio patrimonio estero detenuto in Croazia», patrimonio che, sulla base di un’indagine tecnica, risulta comprendere «diverse imbarcazioni, molti immobili e conti correnti». Lo scrivono i pm nelle 400 e passa pagine della richiesta di custodia cautelare. Alla Franica Doo si affiancano la Ihlf srl, partecipata al 50 per cento dall’ex governatore del Veneto «in modo anonimo», cioè tramite la fiduciaria milanese Sirefid Spa, che opera nel settore delle consulenze finanziarie. L’altro 50 per cento è in mano a «importanti dirigenti sanitari veneti e lombardi», nonché, per il 6,25 per cento, alla fiduciaria Esperia spa «per conto di ignoti». E oltre alla Ihlf, Galan ha le mani anche su Amigdala srl, partecipata dalla moglie Sandra Persegato al 20 per cento sempre dietro lo scudo della Sirefid.

Poi c’è la holding Margherita, la quale, continua Tonacci:

“funge da camera di controllo per le attività di altre tre aziende: una tenuta agricola da un milione di euro a Casola Valsenio, nel Ravennate, e due società di commercio e trattamento di energia elettrica. Sono la San Pieri srl del cui capitale Galan ha «direttamente e indirettamente» il 21 per cento, per un valore di 1,3 milioni e la Energia Green Power srl, partecipata al 10 per cento. Il tesoretto italiano, accumulato come?”

Infine, una puntualizzazione sulla moglie, da alcuni giornali definita ex cubista in discoteca:

“Mia moglie non faceva la cubista, non ha neppure il fisico anche se è una bellissima donna a cui voglio bene. Quando mi ha conosciuto lavorava nel volontariato ed è stato licenziata. Almeno questo”.