Napoli, Michele ricoverato in attesa di trapianto: gli sfilano smartphone e cuffiette nel sonno

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Luglio 2019 15:33 | Ultimo aggiornamento: 30 Luglio 2019 15:33
Napoli, Michele ricoverato in attesa di trapianto: gli sfilano smartphone e cuffiette nel sonno

Un letto di degenza ospedaliero in una foto d’archivio Ansa

NAPOLI – Gli hanno sfilato lo smartphone e le cuffiette dalle orecchie mentre era disteso sul suo letto d’ospedale, dove è in attesa di trapianto. E’ successo all’ospedale Monaldi di Napoli dove Michele R, 34 anni, da due mesi aspetta un cuore nuovo, poiché affetto da una grave patologia cardiaca congenita.

Il giovane stava ascoltando musica disteso sul tetto di degenza del reparto di “Assistenza meccanica al circolo e dei trapianti”, quando è stato colto da un momento di sonnolenza. Senza che se ne accorgesse qualcuno gli ha sottratto telefono e cuffie e si è dileguato. 

E’ lo stesso paziente a raccontarlo al quotidiano Il Mattino: “Poco dopo le 13 di domenica – spiega – ero solo in stanza. Nel reparto siamo ricoverati io e un’altra giovane ragazza che aspetta come me un cuore nuovo. Ricordo che era ora di pranzo. Aspettavo che si facesse l’orario per seguire la Formula 1 di cui sono appassionato. Nell’attesa mi sono disteso sul letto per ascoltare musica dal telefono con le cuffiette ma ho ceduto alla stanchezza. Mi sono risvegliato alle 14,15. Istintivamente la prima cosa che ho fatto è stata cercare le cuffiette. Ma non le avevo più. Ho cercato dappertutto. Ho notato che non c’era più il vassoio del vitto ma poi ho chiesto ai ricoverati di un’altra stanza che mi hanno detto che hanno visto un tizio intrufolatosi nel reparto con aria sospetta approfittando delle visite domenicali. Pare che alla domanda: “Chi cercate? – prosegue il racconto di Michele – questa persona abbia risposto “Sapete dov’è il signor Coppola?”.

Probabilmente un diversivo per compiere il furto. I dirigenti della struttura dipartimentale in cui è ricoverato Michele hanno intanto predisposto una denuncia. Alle autorità competenti. Il telefono rubato era nuovo, di ultima generazione. Un regalo dei fratelli per il suo ultimo compleanno, il 18 aprile scorso. Michele si è reso protagonista, di recente, di una raccolta firme su Charge.org per l’attuazione della legge del 1999 (la n.91) su trapianti e donazioni affinché sia applicato il principio del silenzio assenso per la donazione di organi. (Fonte: Il Mattino)