La notte più calda dell’anno: 10 gradi sopra la media. Picco di disagi, insonnia, malori

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 giugno 2019 9:23 | Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2019 9:23
La notte più calda dell'anno: 10 gradi sopra la media. Picco di disagi, insonnia, malori

La notte più calda dell’anno: 10 gradi sopra la media. Picco di disagi, insonnia, malori

ROMA – Una decina di gradi sopra la media, la notte tra giovedì e venerdì 28 giugno ha fatto registrare il picco di caldo torrido nel quale l’anticiclone africano ha costretto l’Europa e l’Italia: a Genova la minima è stata di 27.8 (appunto 10 gradi sopra la media del periodo, segnala il Centro Funzionale) ma alle 5.00 si sono raggiunti 30.2 gradi. Una notte da tregenda specie per chi ha difficoltà a prender sonno, gli anziani, chi ha problemi di salute o semplicemente non dispone di un condizionatore.

Modena, la notte più calda mai registrata a giugno. Nella notte di mercoledì la temperatura minima registrata presso l’Osservatorio Geofisico di Piazza Roma è stata di 27.6°C. Secondo gli esperti dell’Osservatorio Geofisico del DIEF – Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” questa la più alta temperatura minima mai registrata a Modena nel mese di giugno presso la stazione storica che si trova sul torrione orientale del Palazzo Ducale di Modena dal 1830 a oggi. Il record precedente è molto recente e risaliva al 24 giugno 2017 con 27.0°C.

Milano: ondata malori, pronto soccorso e 118 in tilt. Sono state dodici ore di passione quelle trascorse a Milano, dal pomeriggio di ieri a stamani, sotto la canicola che sta colpendo le regioni del Nord Italia. Ad andare in tilt, infatti, a causa del gran caldo, sono stati sia i pronto soccorso degli ospedali, sia il 118, sia la rete elettrica, sulla quale si sono verificati molti temporanei black-out, come confermato da Areu e dalla Polizia Locale. Sul fronte sanitario l’ondata di malori causati dall’afa ha provocato un intasamento ai pronto soccorso.

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Milano; soccorritore, emergenza annunciata. “Ma quale emergenza, tutti quelli che sapevano di essere in turno ieri sera e nella notte immaginavano che sarebbero state ore di passione. E’ ovvio che se non potenzi i pronto soccorso che già normalmente sono al collasso e ci sono 40 gradi succede un casino”. A dirlo è un soccorritore di lungo corso, di una ‘croce’ (così si chiamano le associazioni che prestano opera di trasporto dei malati, a Milano) privata.

“Il problema si è aggravato con il passare delle ore – spiega Antonio, da 15 anni volontario e oggi capo equipaggio di un’ambulanza – perché nei pronto soccorso dopocena visitavano la gente che si era presentata nel primo pomeriggio; di notte poi, con anziani soli che si sentivano soffocare e persone che hanno avuto malori per via dell’afa, è andato tutto in tilt. Non si riusciva a consegnare i pazienti ai triage, e non è che li possiamo scaricare in astanteria: siamo responsabili del trasportato fino a quando non è stato preso in consegna dall’ospedale. Ci chiamavano, ma non potevamo rispondere”. (fonte Ansa)