Omicidio Meredith, chiesta una nuova perizia sul dna

Pubblicato il 7 Settembre 2011 11:46 | Ultimo aggiornamento: 7 Settembre 2011 12:59

PERUGIA, 7 SET – Una nuova perizia relativa alle analisi sulle tracce di Dna al centro del processo d’appello a Raffaele Sollecito e ad Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher è stata chiesta stamani dai pm. Il sostituto procuratore Manuela Comodi ha parlato di ”dati oggettivi” che rendono ”irrimediabilmente lacunoso” il lavoro svolto dagli esperti nominati dalla Corte. Comodi ha quindi chiesto che vengano analizzate con kit di ultima generazione le tracce trovate sul coltello, ritenute inutilizzabili dai periti, e venga svolta un’analisi biostatistica.

Secondo il pm i periti hanno ritenuto ”inutilizzabile una traccia esigua ma utile”. ”Hanno omesso di riferire alla Corte – ha detto la Comodi – che ci sono macchinari in grado di leggere tracce di peso anche molto basso. Qui è possibile e un tentativo va fatto”. ”Il dovere del perito – ha sottolineato ancora il pm Comodi – è di aiutare la Corte ad accertare la verità. Questi non lo hanno fatto. I periti non hanno risposto ai quesiti, hanno lanciato dubbi, detto che tutto è possibile. Periti inadeguati a procedere ad ulteriori analisi. Per questo chiediamo che la Corte nomini nuovi periti”.

Di perizia ”oggettivamente inadeguata e viziata da assoluta parzialità” ha parlato l’avvocato Francesco Maresca, legale della famiglia Kercher associandosi alla richiesta del pm. La procura generale ha chiesto anche di risentire l’ex pentito Luciano Aviello.

Il no della difesa: “Un gioco delle tre carte”.  Le difese di Sollecito e Knox si sono opposte alla richiesta di una nuova perizia. Stessa posizione per l’istanza relativa a una nuova testimonianza di Luciano Aviello. ”Improponibile” ha definito la richiesta di nuova perizia l’avvocato Luca Maori, difensore di Sollecito. ”No assoluto” anche da parte dell’avvocato Luciano Ghirga, legale della Knox.

”Quello della pubblica accusa è veramente il gioco delle tre carte”, ha detto l’avvocato Luca Mauri, difensore di Raffaele Sollecito. ”E’ una vergogna che in un processo cosi’ importante, dove la vita di due persone è ferma e congelata da quattro anni, si possano ancora fare questi giocherelli”.

Per l’avvocato Mauri ”quando le cose non vanno bene si cerca di portare acqua al proprio mulino”. ”Fin dall’inizio – ha proseguito – e anche nel processo di primo grado l’accusa si è sempre opposta alle richieste di perizia che noi avevamo avanzato. Adesso, che le cose non vanno bene dobbiamo cambiarle”. L’avvocato Mauri si è anche espresso contro una nuova testimonianza dell’ex pentito Luciano Aviello ”ritenuto dagli stessi investigatori persona assolutamente inattendibile”. ”E a questo punto – si è chiesto l’avvocato Mauri – lo vogliono sentire un’altra volta?. E poi davanti alla Corte cosa dira’? Ritratterà la ritrattazione della ritrattazione? E’ veramente un altro modo per perdere tempo. Dobbiamo arrivare alla fine di questo processo il prima possibile – ha concluso l’avvocato Mauri – e chiudere questa vicenda”.