Pazienza finisce dopo 16 secondi al web, 25 al semaforo, 8 minuti col cameriere…

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 9 Settembre 2019 8:35 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2019 8:35
La nostra pazienza finisce dopo 16 secondi al web, 25 al semaforo, 8 minuti col cameriere...

Le emoticon sulla perdita della pazienza (foto Ansa)

ROMA – Pazienza finisce subito o quasi. Non sappiamo più cosa sia la pazienza e, nel caso ci si ricordi di cosa era la pazienza, della pazienza non sappiamo che farne. Un sondaggio ha misurata quanta poco pazienza ci è rimasta, basta guardarci tutti nella vita quotidiana per averne l’empirica conferma.

La pazienza la perdiamo dopo 16 secondi se una pagina web non si apre, questa è la misura cronometrica dell’efficienza minima di un sito.

La pazienza la perdiamo dopo 25 secondi davanti al rosso di un semaforo. Meno di mezzo minuto è quanto siamo siamo disposti ad attendere, a concedere al diritto altrui di attraversare l’incrocio, sia esso auto, moto o pedone.

La pazienza la perdiamo addirittura dopo 28 secondi davanti all’acqua messa a bollire se non…bolle. E’ impossibile lo faccia dopo solo 28 secondi, eppure ci aspettiamo l’impossibile. Il nostro cronometro interno ha perso contatto con i tempi della fisica.

La pazienza la perdiamo in coda dopo appena 30 secondi se la fila a fianco sembra muoversi più veloce della nostra.

La pazienza la perdiamo al ristorante dopi 14 minuti se non arriva qualcosa in tavola.

La pazienza la perdiamo dopo 13 minuti al nastro bagagli all’aeroporto se il nastro stesso non comincia a muoversi annunciando che il nostro bagaglio sta arrivando.

La pazienza la perdiamo in un bar o locale se dopo 8 minuti non arriva il cameriere.

La pazienza soprattutto la perdiamo se dobbiamo ascoltare, farci spiegare, prendere appunti, capire. Il 38 per cento di noi non ha pazienza per sentire l’altro, leggere qualcosa, ascoltare appunto, prendere nota, apprendere, pensare. Il 38 per cento! Dato medio che spiega molto di molte cose.

La pazienza sempre più spesso la cosiddetta “gente” la perde aspettando l’arrivo dei Vigili del Fuoco o quello di un’ambulanza o quello del medico al pronto soccorso. Pompieri e sanitari arrivano in fretta e veloci quanto possibile ma sempre più spesso a molti di noi appare il contrario e quindi le proteste, le denunce, gli insulti, le mani addosso a chi corre ad aiutarci.