Piazza Fontana, le vedove Pinelli e Calabresi nominate commendatori

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 gennaio 2015 21:40 | Ultimo aggiornamento: 28 gennaio 2015 21:40
Piazza Fontana, le vedove Pinelli e Calabresi nominate commendatori

Le vedove Pinelli e Calabresi con Giorgio Napolitano nel 2009

MILANO – Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, poco prima di lasciare l’incarico, ha nominato commendatori Licia Pinelli e Gemma Calabresi, la prima vedova dell’anarchico Giuseppe, sospettato per la strage di piazza Fontana che morì dopo un volo dalla finestra della questura di Milano nel ’69, la seconda moglie del commissario Luigi, ucciso in un agguato nel ’72 dopo che una campagna di stampa lo indicò ingiustamente come responsabile della morte di Pinelli.

Sorpresa Licia Pinelli che ha commentato con un laconico “va bene” ad alcuni vecchi amici anarchici della coppia dopo aver saputo dell’onorificenza la settimana scorsa da una lettera del Quirinale. Onorata Gemma Calabresi e non stupita perché in questo gesto ha visto la continuazione dell’impegno di Napolitano per “chiudere una stagione di odio”.

Proprio grazie al Capo dello Stato le due donne si incontrarono per la prima volta: era il 9 maggio 2009, giornata della memoria delle vittime del terrorismo, e le invitò entrambe al Quirinale. “E’ stato un incontro di pacificazione voluto da lui e accettato da noi”, ha ricordato Gemma Calabresi, che in quell’occasione si alzò per dare la mano alla più anziana Licia Pinelli.

L’appuntamento al Quirinale “mi ha arricchita – ha aggiunto – mi ha dato serenità. Sono riconoscente al presidente che ci ha aiutati a chiudere una stagione d’odio, di contrapposizione”. E questa doppia onorificenza è un ulteriore segno dell’impegno di Napolitano “per dare un esempio al Paese, dire che si può pacificare, che si deve andare avanti”.

Dopo aver concesso nel 2006 la grazia per motivi di salute a Ovidio Bompressi, condannato a 22 anni per l’omicidio Calabresi, Napolitano volle con sé al Quirinale entrambe le vedove.”Lo Stato democratico – disse in quell’occasione il Capo dello Stato – deve sempre e con costanza restare vicino alle famiglie ferite”.