Ponte Morandi, ingegnere: “Crollato per la caduta di una bobina di acciaio da un tir”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 novembre 2018 18:08 | Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2018 18:08

Ponte Morandi, ingegnere: “Crollato per la caduta di una bobina di acciaio da un tir”

GENOVA – A provocare il crollo del ponte Morandi a Genova potrebbe essere stata la caduta di una bobina di acciaio da un tir. A sostenerlo è l’ingegnere Agostino Marioni, ex presidente della società Alga che nel 1993 si occupò dei lavori di rinforzo della pila 11 e ascoltato in Procura come persona informata dei fatti. 

L’ingegnere ascoltato dal pm Massimo Terrile che indaga sul crollo del ponte ha dichiarato: “In un primo momento avevo pensato che la causa del crollo del ponte Morandi fosse la corrosione degli stralli. Poi vedendo alcuni video ho iniziato a ipotizzare che a far collassare il viadotto potrebbe essere stata la caduta del rotolo di acciaio trasportato dal camion passato pochi secondi prima”.

Marioni ha poi aggiunto: “Secondo i calcoli che ho fatto se il tir, che viaggiava a una velocità di circa 60 chilometri orari, avesse perso il rotolo che pesa 3,5 tonnellate avrebbe sprigionato una forza cinetica pari a una cannonata. Verificarlo è semplice: basta controllare se sul coil (la bobina di acciaio, ndr) ci sono tracce di asfalto”.

L’ingegnere ha poi spiegato come mai Autostrade decise di eseguire i lavori sulla pila 11: “Aveva problemi di corrosione legati a un difetto costruttivo. I cavi all’interno degli stralli di quella pila non vennero sistemati bene per cui il calcestruzzo non li aveva perfettamente avvolti. Per questo si sono corrosi. Anche le pile 9 e 10 presentavano qualche problema ma in misura minore, di poco rilievo”.

Il professionista, che per anni ha eseguito lavori su richiesta di Aspi in vari viadotti in Italia e che adesso lavora in Cina ha anche sostenuto che quel che resta del viadotto “non va demolito. Sarebbe come demolire il Duomo di Milano perché è crollata una guglia. La soluzione migliore sarebbe quella di riparare la struttura, magari facendo le parti in acciaio e a vista”.