I presidi: certificato medico obbligatorio per tornare a scuola dopo tre giorni di assenza

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Settembre 2020 14:47 | Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2020 14:48
Presidi chiedono certificato medico dopo tre assenze

Presidi, certificato medico obbligatorio (Ansa)

I presidi di scuola chiedono misure più chiare per poter organizzare la vita e la sicurezza degli istituti. Chi possono fare entrare e chi no in caso di contagio sospetto.

I Presidi vogliono il certificato medico dopo tre assenze. Il bambino, l’alunno al terzo giorno di assenza, dovrebbe essere autorizzato a entrare a scuola da un certificato medico, un professionista deve verificare che non sia contagiato.

Certo andrebbe verificata la disponibilità di medici di base forniti, per esempio, tutti di tamponi. Si torna al certificato medico, cancellato a furor di popolo perché considerato ostacolo burocratico. 

Presidi, certificato medico dopo tre giorni di assenza

“In materia sanitaria non interveniamo, ma chiedo che ci sia chiarezza. La riammissione a scuola, ad oggi, diversamente da come avveniva in passato, avviene senza certificati medici.

Se uno studente si assenta e la scuola non sa il perché (ovvero non rientra nei casi Covid, ndr) potrebbe avere anche il virus.

Ma se nessun medico lo ha visitato saremmo di fronte a una riammissione non ottimale. Allora bisognerebbe reintrodurre un obbligo di certificazione al rientro. Almeno sopra i tre giorni di malattia”. Lo propone il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli.

Azzolina: “Regole poco chiare? Colpa dell’informazione distorta”

Il ministro dell’Istruzione attribuisce le responsabilità sulla poca chiarezza sulle regole all’informazione distorta. Il Governo le ha somministrate chiare e leggibili, i mezzi di comunicazione ne hanno stravolto senso e misura, se capiamo bene. 

“Se ci sono incertezze sono dovute più all’informazione distorta che viene data che non alle regole che noi abbiamo dato e che sono precise – ha detto Lucia Azzolina -.

Sono sicura che le famiglie e il personale scolastico sanno esattamente cosa devono fare. E’ già successo qualche caso in Italia in cui si sia trovato in classe un bambino malato e la scuola è già ripartita da giorni. Ci sono protocolli e procedure precise da applicare”. (fonte Ansa)