Processo alla “banda del Ragno”, le vittime tacciono

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 settembre 2014 14:18 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2014 14:18
Processo alla "banda del Ragno", le vittime tacciono

Processo alla “banda del Ragno”, le vittime tacciono

BERGAMO – È un processo che si gioca sulle intercettazioni ambientali e telefoniche, quello che lo vede alla sbarra con la sorellastra Maria Teresa Rosa, 45 anni, di Aviano (Pd); Pietro Claudio Zenoni, 62, di Trescore; Alessandro Suardi, 60 , di Albano Sant’Alessandro; Mauro Giovè, 53, di Sovere, accusati a vario titolo di associazione per delinquere, estorsione, usura, ricettazione.

Ma la cosiddetta banda del Ragno, come scrive l’Eco di Bergamo, fa paura, le presunte vittime di estorsione e usura sono restie a parlare e quando lo fanno è per scagionare.

Il pm Maria Cristina Rota, come riporta l’Eco di Bergamo, ha difeso così, a processo, le intercettazioni nei confronti di Giambattista Zambetti, detto Ragno, 57 anni, una quindicina dei quali passati dietro le sbarre per rapine e droga, originario di Spinone, tuttora detenuto nel carcere di via Gleno, ma con residenza a Esmate di Solto Collina, nella villetta blindata da cui nell’aprile 2013 era fuggito in mutande pochi attimi prima che irrompessero i carabinieri (s’era consegnato qualche giorno più tardi).