Pronto soccorso, pediatria, chirurgia, anestesia…Anno 2025, il dottore non c’è

di Riccardo Galli
Pubblicato il 5 marzo 2019 8:44 | Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2019 8:44
Ospedali. Pronto soccorso, pediatria, chirurgia, anestesia...Anno 2025, il dottore non c'è

Pronto soccorso, pediatria, chirurgia, anestesia…Anno 2025, il dottore non c’è (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Pronto soccorso, anno 2025. Presto, il dottore! Dottore ce n’è uno solo, più presto non si può. Potrebbe, anzi quasi sicuramente una scena così sarà la regola e non l’eccezione. Di medici d’urgenza si calcola e prevede nel 2025 ne mancheranno (oltre agli attuali buchi di organico) altri 4180.

Non andrà meglio in pediatria in ospedale e neanche un rifugio sicuro sarà l’ormai anziano pediatra di famiglia da generazioni. L’anziano pediatra se ne sarà andato in pensione nel 2025 e non sarà stato sostituito: di pediatri ne mancheranno rispetto ad oggi 3323. E ci saranno 1278 chirurghi in meno e 1395 anestesisti mancanti. E 1828 medici internisti. In tutto 25 mila medici in meno tra soli sei anni.

E già ora non è che le fila dei medici siano folte, già ora in molti luoghi fisici e in qualche disciplina scarseggiano: la velocità del ricambio e dell’immissione nella professione attiva è decisamente inferiore a quella delle uscite verso la pensione. Accadeva già con la legge Fornero, con quota 100 Salvini la velocità dell’uscita dal lavoro è aumentata ancora.

I medici, non solo i medici: mancano in organico ad oggi circa 50 mila infermieri secondo le organizzazioni di categoria. Tra sei anni gli infermieri mancanti saranno quasi il doppio, circa novantamila. Dunque, tra medici e infermieri, almeno 100 mila addetti in meno tra sei anni nel settore Sanità. I più di loro se ne andranno in pensione tra il 2019 e il 2021, gli anni di quota 100 appunto.

No, il dottore non c’è…Al Pronto Soccorso, cercando un pediatra, aspettando un chirurgo, aspettando un anestesista. Tra sei anni. Sei anni? Anno 2025? Beato chi ci arriva…La psicologia pubblica, la gestione della cosa pubblica e la psicologia privata, la lunghezza temporale della visione individuale concordano nel considerare il 2025 un affare che interessa poco o nulla, qualcosa che non tocca e sposta. Quindi, molto probabilmente, si farà poco o nulla per non ritrovarsi tra sei anni senza medici e infermieri. Al massimo qualche infornata disperata di personale all’ultimo momento (con relative diminuite garanzie di professionalità degli infornati).

Non resta dunque che adeguarsi al 2025 che verrà. Ammalandosi di meno e, soluzione più netta, campando di meno.

Fonte Il Sole 24 Ore.