Provvidenza Grassi, è giallo: incidente 10 luglio, ma il 20 telefonò a fidanzato

di redazione Blitz
Pubblicato il 1 febbraio 2014 12:33 | Ultimo aggiornamento: 1 febbraio 2014 12:33
Provvidenza Grassi

Provvidenza Grassi

MESSINA – Provvidenza Grassi, cercata da tutti per sei mesi, era finita con la sua auto sotto il viadotto dell’autostrada Messina-Catania, che percorreva quella notte per tornare a casa. L’hanno ritrovata il 23 gennaio scorso, era scomparsa il 10 luglio.

Ma per la famiglia della ragazza ci sono ancora molte domande che aspettano una risposta: molti punti oscuri ancora da chiarire. Non è chiaro se Provvidenza sia rimasta vittima di un incidente o se qualcuno possa aver spinto l’auto giù dal viadotto.

E di certo non sono rassicuranti le parole andate in onda nel corso della trasmissione di Raitre Chi l’ha visto che ha raccolto una telefonata di tre mesi fa nella quale i carabinieri si sono lasciati sfuggire offese gravissime sul conto della ragazza. L’hanno chiamata “puttana” e “zoccola” mentre il padre che chiedeva notizie su una presunta pista calabrese veniva bollato come “rompicoglioni” e “coglione”.

Ad infittire il mistero ora si aggiunge anche la testimonianza di Fabio Lo Schiavo, fidanzato di Provvidenza, ai domiciliari per droga che avrebbe raccontato agli inquirenti di aver ricevuto una telefonata il 20 luglio dalla sua fidanzata, nella quale si sarebbe limitata a piangere, senza aggiungere nulla. A far trapelare le indiscrezioni è il quotidiano La Gazzetta del Sud. La telefonata sarebbe avvenuta dieci giorni dopo la data presunta dell’incidente, che secondo gli investigatori è stato proprio la notte della sua scomparsa tra il 9 e il 10 luglio.

Incongruenza che si aggiungerebbe ad un’altra testimonianza surreale di una donna che avrebbe affermato di aver visto la ragazza ad agosto a Villapiana Lido, in provincia di Cosenza. La testimone ha riferito di aver chiamato alcune ore dopo al telefono della Grassi e di aver interloquito con una certa “Giada” che, piangendo, le avrebbe detto che a Provvidenza stavano somministrando una flebo e che si trovavano a Sala Consilina, segregate e schiavizzate, da due uomini di Catanzaro che avrebbero ucciso anche un uomo travolgendolo con l’auto.

Ci sarebbe poi un’altra telefonata sempre di Provvidenza, a casa, risalente all’11 luglio. Ma quando la madre ha risposto Provvidenza non avrebbe parlato.

 

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