Piano Maroni: con il casco ti arrestano, vernice negli idranti

Pubblicato il 18 ottobre 2011 9:51 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2011 10:28

Un momento degli scontri di sabato (Lapresse)

ROMA – Al corteo con il casco ti arrestano. Un nuovo reato studiato apposta per colpire i centri sociali violenti. Il debutto della vernice in piazza, sparata dagli idranti per macchiare (e poter riconoscere) i teppisti. Il fermo preventivo e un “Daspo” per i cortei, la flagranza differita e il processo per direttissima obbligatorio. Le carcasse delle auto bruciate sono ancora in piazza San Giovanni e dintorni e la politica cerca di dare una risposta per rendere più efficace il lavoro di forze dell’ordine e magistratura contro i cortei in cui si inseriscono i black bloc o i teppisti di vario genere.

Il ministro dell’Interno Maroni sta studiando un reato specifico per i centri sociali violenti, quelli sospettati di essere il “vivaio” dei più bellicosi: “associazione di carattere militare con scopi politici”, ossia un reato a metà tra “associazione sovversiva” e “associazione di carattere militare con scopi politici”. Allo studio anche l’ipotesi di introdurre la “flagranza differita”: la polizia, normalmente, può arrestare qualcuno soltanto in flagranza o semiflagranza di reato. Ossia mentre compie il reato o l’ha appena compiuto (ad esempio un rapinatore che fugge con in mano la borsa di una signora), altrimenti ci vuole l’autorizzazione del magistrato. Per aiutare l’identificazione da parte delle forze dell’ordine dei responsabili delle violenze il concetto di “flagranza” potrebbe quindi dilatarsi fino a 5 o anche 7 giorni.

E come fare a identificare i responsabili, spesso a viso coperto e che nella folla possono disperdersi facilmente? Da una parte vietando i caschi nei cortei (con arresto in flagranza) dall’altra portando in piazza i coloranti negli idranti. La polizia “spara” un liquido colorato che svanisce nel lungo periodo e che così marchia i responsabili delle violenze. Oggi è vietato, salvo deroga speciale del ministro dell’Interno, ma di fatto non è mai stato utilizzato.

Si parla anche di fermo preventivo, un fermo studiato per chi sta preparando e organizzando un reato, prima ancora che compia un tentativo concreto. Lascia più perplessi l’idea di applicare le norme contro i violenti negli stadi ai teppisti delle piazze. Un “Daspo” potrebbe infatti rivelarsi incostituzionale. E anche l’idea di imporre il rito direttissimo non sembra fare al caso. La cosa potrebbe essere ritenuta incostituzionale e già in questi giorni la procura di Roma ci ha rinunciato per i primi dodici arrestati. Il rito direttissimo (particolarmente rapido e previsto per chi è arrestato in flagranza di reato) secondo il pm Saviotti “limita le indagini”. Ora i dodici rischiano tra i 3 e i 15 anni di carcere.