Renate, sequestrata una farmacia per tamponi e prelievi tumorali falsi: indagini anche su vaccinazione del titolare

di FIlippo Limoncelli
Pubblicato il 26 Gennaio 2022 11:18 | Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio 2022 11:18
Renate farmacia

Renate, sequestrata una farmacia per tamponi e prelievi tumorali falsi: indagini anche su vaccinazione del titolare (foto ANSA)

Una farmacia di Renate (Monza) è stata sequestrata dai carabinieri per tamponi e prelievi falsi. Denunciati i titolari, fratello e sorella che, secondo le indagini, fingevano di inviare in laboratorio i campioni di test molecolari per il Covid, anche finalizzati alla ricerca di marcatori tumorali, nonostante non avvenisse nulla di tutto questo. 

Tamponi e prelievi tumorali falsificati: sequestrata di nuovo la farmacia di Renate

I due titolari, oltre a un collaboratore, erano già stati sospesi per non aver assolto all’obbligo vaccinale e la farmacia era già stata chiusa per mancanza di requisiti sanitari. A far partire le indagini che hanno portato al sequestro, è stata una mamma preoccupata per delle anomalie sul referto del tampone molecolare eseguito dal figlio.

Dalle verifiche i militari hanno scoperto che quel tampone era falso, poiché né il laboratorio di Monza inizialmente indicato, né quello di Carate Brianza, successivamente comunicato nel tentativo di aggiustare la cosa, avevano mai ricevuto e analizzato quel test.

I carabinieri, con i Nas di Milano e gli ispettori Ats, hanno sequestrato varia documentazione e materiale informatico, risalendo ad altri 15 referti falsi. Tra questi, oltre a persone potenzialmente positive che hanno continuato a circolare convinte della loro negatività, anche quello di un prelievo volto alla ricerca dell’antigene prostatico per la diagnosi in un uomo affetto da tumore.

Indagini su sospetta vaccinazione del titolare

Nonostante la sospensione inoltre, i titolari della farmacia hanno continuato ad esercitare l’attività fino a presentare un certificato di vaccinazione per uno dei titolari, su cui sono in corso indagini. L’uomo risulta infatti stranamente vaccinato dopo 11 giorni dalla guarigione da Covid. I due farmacisti sono oggi entrambi indagati per falsità ideologica e materiale in atti pubblici e in certificati, inosservanza dei provvedimenti dell’autorità ed esercizio abusivo della professione di farmacista.