Rom e africani: in Italia ogni settimana uno gli spara

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 luglio 2018 13:59 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2018 14:55
 Rom e africani: ogni settimana uno gli spara

Rom e africani: ogni settimana uno gli spara

ROMA – A Caserta l’11 giugno, Daby e Sekou, due ragazzi del Mali vengono colpiti da una raffica di colpi di pistola ad aria compressa sparati da una Panda in corsa. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] A Napoli, il 20 giugno, lo chef Konate Bouyagui, maliano di 22 anni, viene raggiunto da un piombino nella pancia sparato da due ragazzi in scooter. A Forlì, il 2 luglio, una giovane donna nigeriana viene ferita a un piede da un piombino.

Sempre a Forlì, il 5 luglio, un ivoriano di 33 anni viene colpito alla pancia da un colpo sparato da una pistola soft-air. A Latina, l’11 luglio, due giovani nigeriani vengono centrati da piombini spariti da un’auto in corsa. A Roma, il 17 luglio un ex dipendente del Senato in pensione ha sparato con il fucile ad aria compressa dal balcone centrando alla schiena una bambina rom di 14 mesi, che ora rischia la paralisi. A Vicenza, il 26 luglio, un operaio di origine capoverdiana viene colpito alla schiena da un piombino mentre lavorava su una piattaforma a 7 metri di altezza.

In meno di due mesi tocca rilevare un’escalation di questi casi di stupidità criminale associata – qualcuno riesce ancora a parlare di coincidenza? – a odioso razzismo.  Il far west paventato dal presidente Mattarella. Un’epidemia di haters traslocati dalla tastiera al balcone. Sempre muniti di pistole e fucili ad aria compressa: una specie di gioco che di infantile ha solo la gretta ripugnanza per ciò che è considerato diverso, altro da sé. Vittime privilegiate africani (migranti o lavoratori non fa differenza) e rom.

A discolpa, perché vengono sempre acciuffati, invocano spesso le giustificazioni più inverosimili: quello che stava pulendo il fucile, quello che sparava ai piccioni, quello che io mi credevo che…