Porto Viro, qualcosa di non detto al processo il movente dell’omicidio?

Pubblicato il 2 ottobre 2012 17:07 | Ultimo aggiornamento: 2 ottobre 2012 17:07
La caserma di Porto Viro

La caserma di Porto Viro (Foto Lapresse)

ROVIGO – Non si tratta di un triangolo amoroso. Di questo gli inquirenti sembrano certi. Ma si indaga comunque sul rapporto interpersonale per capire cosa ha spinto l’appuntato Renato Addario, 50 anni, ad uccidere il suo comandante Antonino Zingale, 49 anni, e la moglie di questi, Ginetta Giraldo, di 51 anni, prima di ammazzarsi.

Il duplice omicidio e suicidio è avvenuto nella caserma di Porto Viro, in provincia di Rovigo, nel primo pomeriggio di lunedì 1° ottobre.

Gli investigatori stanno cercando il movente nei rapporti tra Addario e Zingale, che potrebbero essersi deteriorati dopo che Addario ha testimoniato nel processo che vedeva il maresciallo Zingale accusato di molestie per aver tentato, secondo l’accusa, di baciare una donna. Un processo che si è concluso a gennaio con la piena assoluzione del sottufficiale perché “il fatto non sussiste”.

In quel processo, scrive il Gazzettino, Addario forse non avrebbe difeso il suo superiore quanto questi si sarebbe aspettato, evitando di rispondere a diverse domande con dei “non so”.

Da allora il rapporto tra i due, che si conoscevano da 14 anni, si sarebbe incrinato, anche se nessuno degli altri militari di dice di aver notato nulla.

 

 

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