Sapri calcio coinvolto tra i 100 indagati per frode da 8 mln

Pubblicato il 4 Maggio 2012 13:22 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2012 13:48

SALERNO – Una frode fiscale per otto milioni di euro, attuata attraverso l'emissione di fatturazioni false, e' stata scoperta dalla Guardia di Finanza del comando provinciale di Salerno, nell'ambito delle indagini che ha visto coinvolto anche il Sapri calcio, societa' che militava nel campionato nazionale dilettanti, e diverse associazioni satelliti del territorio cilentano, del Vallo di Diano e delle provincie di Napoli, Salerno, Potenza, Cosenza ed Avellino. Cento le persone che risultano iscritte dalla Procura della Repubblica di Sala Consilina nel registro degli indagati.

Lo sleale meccanismo, attraverso il quale la societa' sportiva si finanziava trattenendo per se' la parte delle imposte che sarebbero dovute confluire nelle casse dello Stato, e' stato scoperto attraverso capillari accertamenti dai finanzieri della tenenza di Sapri, diretti dal tenente Marco Abate. Gli amministratori delle associazioni sportive evadevano le imposte aggirando le norme che prevedono agevolazioni di natura contabile e fiscale nel vasto panorama sportivo amatoriale.

Le indagini disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sala Consilina, hanno permesso di ricostruire attraverso l'utilizzo delle banche dati in uso al Corpo e lo sviluppo di complessi accertamenti bancari, l'intero volume d'affari realizzato dalla societa' sportiva per un valore di 4 milioni di euro. Si tratta di un importo riguardante costi fittizi che hanno causato, attraverso il mancato versamento delle imposte da parte del Sapri calcio e da parte delle associazioni calcistiche collegate, un danno allo Stato di 8 milioni di euro.

I cento indagati per i reati di dichiarazione fraudolenta mediante l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, per emissione di fatture per operazioni inesistenti e per occultamento della documentazione contabile, sono per lo piu' dirigenti delle associazioni sportive e rappresentanti legali delle imprese destinatarie delle fatture. Infine, i finanzieri hanno anche sequestrata una copiosa documentazione che costituirebbe la prova del reato.