Sassuolo, l’azienda fallisce. Il sindaco della Lega propone: “Ricollocare gli operai in Russia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 31 Luglio 2019 15:30 | Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2019 15:39

(Foto archivio Ansa)

SASSUOLO (MODENA)  –  L’azienda fallisce e il sindaco chiede di ricollocare i 54 dipendenti in una società del gruppo in Russia. E’ la proposta avanzata da Francesco Menani, primo cittadino leghista di Sassuolo (Modena) per i lavoratori della Martinelli Ettore srl, azienda tra le più longeve del distretto ceramico collassata in tre mesi. 

La procedura di fallimento è stata formalizzata martedì 30 luglio dalla cancelleria del Tribunale di Modena, ha fatto sapere la Fiom-Cgil, che ha reso nota anche la proposta avanzata dal sindaco al vertice convocato d’urgenza con Regione, Provincia, sindacati e proprietà: “E’ stato solo in grado di chiedere alla proprietà di valutare la ricollocazione dei lavoratori presso una società del gruppo situata in Russia”.

“In tanti anni di vertenze aziendali una cosa simile non mi era mai capitata – ha commentato alla Gazzetta di Modena il segretario generale della Fiom modenese, Cesare Pizzolla – Ci vuole coraggio a dire a lavoratori che da una vita prendono 1200-1500 euro al mese, e fanno fatica ad arrivare con la famiglia a fine mese, che si potrebbero trasferire in Russia”.

“Del gruppo industriale Martinelli Ettore – la replica al quotidiano del primo cittadino di Sassuolo, che per 43 anni ha lavorato come dipendente proprio in un’azienda dell’indotto ceramico e che come questa era fallita – resterà in piedi solo la Zoa Martinelli nella regione di Mosca. Dicono che va bene, ha una ventina di dipendenti e un mercato che può crescere. Ho detto che si poteva cercare, come soluzione estrema, di chiedere ai dipendenti disoccupati se qualcuno voleva andare a lavorare in Russia. Che c’è di male? Non c’era nulla di provocatorio, di polemico. I sindacati e tutti noi dobbiamo prendere atto che il mercato del lavoro è cambiato. E anche lavorare in Russia, in tempi in cui occorre portare a casa la pagnotta, può essere una soluzione temporanea”.

In poco più di tre mesi, rilevano i sindacati, si è passati dalla sottoscrizione dell’ammortizzatore sociale che evitava i licenziamenti, accordo che sarebbe scaduto nel marzo 2020, al fallimento. La Regione ha messo sul tavolo la possibilità di definire accordi per azioni di politica attiva per i 22 lavoratori della Martinelli Ettore srl ancora in forza, con un percorso di orientamento e formazione durante un possibile periodo di cassa integrazione per cessazione di attività, da definire con il curatore fallimentare.

“Il sindacato non ha capito, o non ha voluto capire, che la possibilità di assorbire, su base volontaria, alcuni dipendenti nell’azienda partecipata in Russia era un’idea, una possibilità in mezzo a tante altre e nessuno e nessuna di esse, di fronte all’opportunità di mantenere un posto di lavoro onesto e dignitoso, può o deve essere scartata a priori. Ad inizio 2014, quando l’azienda in cui lavoravo fallì, ero pronto a fare le valige e trasferirmi in Tennessee pur di permettere a me ed alla mia famiglia una vita dignitosa: è giusto che anche i dipendenti di Martinelli Ettore abbiano la possibilità di scegliere”, ha aggiunto il sindaco Menani. “Sono stato io a chiedere alla Regione che fossero attivati gli ammortizzatori sociali, visto che ormai il fallimento sembrava inevitabile, ho assicurato che il Comune di Sassuolo farà la sua parte, prendendosi carico di quei casi economicamente più difficili, e mi sono attivato con aziende locali affinché alcuni dipendenti possano essere ricollocati nel distretto. Proprio questa mattina ho sollecitato un imprenditore metalmeccanico di Sassuolo, in cerca di personale, ad attingere tra le persone rimaste vittime del fallimento, l’ho fatto nei giorni scorsi e lo farò nei prossimi”.  (Fonti: Ansa, La Gazzetta di Modena)