Scioperi tir: banchi vuoti, pompe chiuse, la merce marcisce nei depositi

Pubblicato il 25 Gennaio 2012 - 08:46 OLTRE 6 MESI FA

ROMA – Distributori a secco, prezzi di frutta e verdura alle stelle, pesce introvabile, scaffali e banchi dei mercati semivuoti e pesanti ripercussioni sul trasporto pubblico. Lo sciopero (segui la diretta su Blitz)dei tir minaccia anche i beni di consumo, benzina e generi alimentari in testa, aggravando il disagio arrecato ai cittadini.

Benzina. Le scorte di carburante sono in via di esaurimento ovunque con lunghe file ai distributori. L’assalto ai distributori con lunghe code ha portato alla chiusura di numerosi impianti che espongono il cartello “carburante esaurito” a Napoli, come in Basilicata, Liguria, Toscana e Calabria. Non cambia lo scenario a Roma e nel Lazio, dove il carburante è quasi finito, come ammette la Confcommercio. Pompe di benzina sono rimaste a secco in Ciociaria. Mentre domani in Puglia rischia di saltare un processo di mafia per le difficoltà nel trasporto di quattro detenuti da Taranto a Bari.

Circolazione. Il mancato arrivo dei tir provoca, a catena, pesanti ripercussioni sul trasporto pubblico e sui servizi comunali in diverse città. Il sindaco di Casoria, comune del Napoletano, ha addirittura invitato i cittadini a tenere in casa i rifiuti ”almeno fino a giovedì”, per l’impossibilità di ritirare la spazzatura da parte dei camion della nettezza urbana. Da giovedì autobus e scuolabus di Catanzaro si fermeranno per mancanza di carburante. Stessa decisione è stata presa anche per gli scuolabus di Cassino, in provincia di Frosinone.

Frutta e verdura. Raggiungono cifre stellari i prezzi di frutta e verdura. Nei mercati rionali di Roma, anche in quelli più popolari, le zucchine hanno toccato i 6,50 euro al chilo, i pomodori Pachino addirittura 7,50. ”Spero che lo sciopero finisca – ammette un commerciante -, perché dopo queste due cassette di pomodori non ne ho più”. A Firenze si è registrato un – 70% nelle consegne di pesce e frutta. Il prolungato sciopero degli autotrasportatori, dice la Confederazione Italiana Agricoltori ”sta rischiando davvero di portare l’agricoltura al collasso, senza contare le conseguenze sui consumatori che oggi pagano il doppio del prezzo per comprare un chilo di zucchine”.

Domani, intanto, la Coldiretti offrirà in tutt’Italia frutta e verdura gratis per pensionati e famiglie. Secondo l’associazione ”sono a rischio 50 milioni di euro di prodotti alimentari deperibili al giorno” fermi sui camion. Quasi vuoti i banchi del fresco un po’ dappertutto nei supermercati. In particolare a Napoli le consegne di latticini scarseggiano anche se Confcommercio dice che ”non c’è allarme beni primari”. In Sicilia, dove già nei giorni scorsi mercati e supermercati hanno scontato il blocco dei tir, aumenta la merce al macero ed i prezzi crescono del 10-15%.

Pesce. Situazione di forte disagio e preoccupazione anche per il mercato ittico, in seguito allo sciopero dei pescatori. Nel Napoletano le barche sono rimaste ferme contro il caro gasolio, con una ripercussione sui banchi di mercati, negozi e supermercati che hanno registrato drastici cali. Al Centro agroalimentare di Roma, che rifornisce quasi metà dei volumi distribuiti nella Capitale e nel Lazio, è venuto meno quasi totalmente l’approvvigionamento di pesce ridotto dell’ 80-90%. Oggi (25 gennaio) i pescatori di tutt’Italia si sono dati appuntamento davanti a Montecitorio per un sit-in di protesta.

Fiat. Sono 4.200 le automobili non prodotte oggi negli stabilimenti italiani della Fiat a causa della sospensione delle attività in seguito allo sciopero dei Tir. Lo si apprende da fonti dell’azienda.