Scontri a Roma, gli arrestati: la disoccupata, i precari, l’ultrà…

Pubblicato il 18 Ottobre 2011 10:52 | Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre 2011 11:00

Foto LaPresse

ROMA – I precari, i due studenti, la disoccupata e l’ultrà del Lecce. Sono 13 le persone arrestate a Roma dopo i venti fermi seguiti gli scontri di sabato 15 ottobre. Tutti i giovani bloccati dalle forze dell’ordine sono sotto i 3o anni, sei sono minorenni, due le donne. La Stampa ci riporta le loro storie e i profili di alcuni di loro.

La disoccupata. Ilaria Ciancamerla era a piazza san Giovanni in mezzo al gruppo di pacifisti giunti per primi sul prato, prima ancora dell’intero corteo. Quando sono arrivati gli incappucciati vestiti di nero ed è iniziata la battaglia ha cercato di correre via ma è finita nel mezzo della carica e l’hanno fermata. Questo ha raccontato alla mamma, alla sorella e all’avvocato andati a trovarla in carcere. Ha 21 anni, nessun precedente e nessun collegamento con collettivi. Non ha un lavoro, di suo ha un diploma di linguistico e il desiderio di iscriversi all’università. Si è messa a cercare un lavoro ma per il momento dà soltanto una mano dietro uno dei banchetti Unicef per raccogliere fondi per aiutare i bambini. Abita con la mamma e la sorella in un appartamento alla periferia di Roma. Il padre è andato via da molti anni. Ad aiutarli sono i nonni e gli zii, contadini abruzzesi.

I precari. Avevano deciso di andarci in coppia alla manifestazione, o meglio in doppia coppia. Alessandro e Giovanni Venuto, due fratelli di 30 e 23 anni residenti in provincia di Roma, si erano dati appuntamento con le loro fidanzate, Alessandra Orchi di 29 anni, e Alessia Catarinozzi di 26, a piazza della Repubblica all’ora di pranzo per partecipare in gruppo alla marcia degli Indignati. Ma il loro sabato di protesta è terminato poche ore dopo in via Merulana, nel peggiore dei modi. “Volevano manifestare come tanti altri per denunciare le ingiustizie, ma in maniera assolutamente pacifica”, riferiscono i legali. Alessandro è lavoratore dipendente, ha “reati specifici” alle spalle, secondo la Digos, suo fratello è un precario, proprio come le loro due fidanzate residenti a Roma e provincia. Non appartengono a gruppi o organizzazioni di qualsivoglia genere, spiegano gli avvocati.

I due studenti. Quando la polizia si è diretta verso di loro per arrestarli, sono rimasti seduti, hanno alzato le mani per far capire che non avevano nessuna intenzione offensiva. Così è finita la manifestazione per Giuseppe Ciurleo di Ardea e Lorenzo Giuliani di Roma. Il primo è nato l’11 luglio 1991, il secondo il 3 aprile 1992. Entrambi sono studenti. Ma sono anche i più giovani tra i 12 arrestati sabato. Erano in via Labicana. “Ora si trovano in carcere, sono provati da questa drammatica esperienza. Le famiglie? Incredule”. Mai avrebbero pensato che i loro figli fossero dei facinorosi, e infatti non lo sono dicono gli avvocati che lo spiegheranno in tribunale. Anche se dovranno spiegare perchè Ciurleo, secondo l’informativa della Digos, al momento dell’arresto aveva con se una maschera antigas.

L’ultrà del Lecce. A giudicare dal suo passato sembra un veterano dei movimenti e di un certo ambiente militante. Valerio Pascali ha già un processo alle spalle, accusato quando ancora era minorenne di aver acceso un fumogeno durante una manifestazione per la Giornata dello Studente a Lecce. E’ stato assolto, unico fra quelli fermati in quell’occasione. Sabato è stato il primo ad essere portato in carcere mentre si trovava in una traversa di via Merulana. Era in un angolo, fermo. In testa aveva un casco, per proteggersi da eventuali oggetti volanti. Nelle tasche non aveva niente, né pietre, né altri oggetti pericolosi. Tra le mani, invece, stringeva una busta di limoni da usare per combattere il bruciore dei gas lacrimogeni. Ha 21 anni, viene da Lecce, da un anno vive a Bologna dove studia Giurisprudenza all’Università.