Scuola, Consiglio di Stato: “Stop al reclutamento dei docenti su base regionale”

Pubblicato il 16 Aprile 2010 19:35 | Ultimo aggiornamento: 16 Aprile 2010 19:35

Uno stop al reclutamento su base regionale dei docenti scolastici è venuto dal Consiglio di Stato che a rimesso alla Corte Costituzionale una legge provinciale di Trento sull’aggiornamento delle graduatorie. Nulla a che vedere con le richieste della Lega, ribadite in questi giorni, di una “svolta” su base regionale della scuola italiana, ma certo Palazzo Spada ha ritenuto la legge trentina, che ha “discriminato” un prof veronese, in contrasto con gli articoli 3, 4, 16, 51, 97 della Costituzione.

A segnalare il caso è stata l’Anief (Associazione nazionale professionale e sindacale) che già in passato aveva avvertito l’assessore all’istruzione di Trento, on. Dalmaso, all’indomani della pubblicazione dell’ordinanza di aggiornamento/inserimento nelle graduatorie di Trento per il 2009/2010: «questa pronuncia del Consiglio di Stato è quanto mai opportuna – dichiara il presidente dell’Anief, Marcello Pacifico – viste le recenti proposte avanzate dai parlamentari della Lega su graduatorie regionali e punteggi di residenza, perché chiarisce come anche nelle regioni-province autonome con competenza esclusiva nel settore della Scuola non sia possibile inserire in coda i docenti provenienti da altre regioni o attribuire un punteggio diverso da quello obiettivo valutabile su tutto il territorio nazionale, neanche in presenza di un’invocata quanto mai falsa continuità didattica».

«Mentre rimane assicurato il diritto del ricorrente alla domanda risarcitoria in termini di immissioni in ruolo, punteggio di servizio non maturato e stipendio non percepito. Penso – ha aggiunto – alle migliaia di docenti che hanno ricorso con l’Anief al Tar Lazio e al Presidente della Repubblica e attendono fiduciosi l’esito della sentenza della Corte Costituzionale sulla legge 167 del 2009».