Scuole chiuse, Regioni senza alibi. Cts: riaprire ora e subito si può e si deve

di Riccardo Galli
Pubblicato il 18 Gennaio 2021 9:30 | Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio 2021 9:30
Scuole chiuse, Regioni senza alibi. Cts: riaprire ora e subito si può e si deve

Scuole chiuse, Regioni senza alibi. Cts: riaprire ora e subito si può e si deve (Foto d’archivio Ansa)

Scuole superiori, Regioni senza più alibi per la scelta di tenerle chiuse. O almeno senza più l’alibi della scelta dettata, obbligata dalle modalità del diffondersi della pandemia. Il Cts, Comitato tecnico scientifico, convocato per rispondere alla domanda, è stato chiaro e netto: le scuole superiori possono e devono essere riaperte. Ora e subito. Quel che la maggioranza delle Regioni si ostina a non fare.

Chi non riapre non lo fa per scienza

Governo e Regioni hanno chiesto al Cts: secondo virologia, epidemiologia, secondo scienza che fare con le scuole superiori? Risposta: “Garantire didattica in presenza in tutti i cicli. Imprescindibile e improcrastinabile”. Cioè non se ne può fare a meno di riaprirle le scuole superiori e non si può continuare a rimandare.

Chi non riapre si assume la responsabilità

Cts aggiunge anche: “Chi tiene scuole superiori chiuse se ne assume la responsabilità”. Responsabilità di cosa? Del danno sociale, formativo ed economico inflitto agli adolescenti cui si nega la scuola e di fatto il diritto alla studio. Danno che il Cts afferma tangibile e che qua e là per il mondo, non in Italia, si sta provando a misurare.

Prime verifiche indicano calo di circa il 30% delle performance scolastiche in matematica e di circa il 13% della capacità di lettura. Ma misurarlo davvero il danno del senza scuola è arduo, manca la scala di misurazione. Come si misura l’amputazione di scambio e confronto sociale e culturale? Come si misurano gli effetti della scarnificazione della didattica? Il Cts dice chiaro e tondo che la responsabilità di tutto questo danno non è attribuibile ad indicazioni scientifiche.

Non per scienza e…neanche coscienza

Perché allora gran parte della politica e soprattutto i governi delle Regioni fin dall’inizio della pandemia la prima cosa che hanno chiuso è la scuola e l’ultima che riaprono (quando la riaprono) è la scuola? Non per scienza e neanche coscienza. Non c’è scienza nella chiusura delle scuole e neanche coscienza consapevole di ciò che si danneggia. Non c’è coscienza del valore di ciò cui si fa danno.

Fin dall’inizio e ancora e sempre si son visti e si vedono Presidenti di Regione angosciati per le sorti degli impianti di sci o dei ristoranti o dei bar (tutte attività da sostenere). Si son visti e si vedono (Fontana) Presidenti di Regione rivolgersi al Tar per riaprire, riaprire, riaprire. Tranne le scuole in Regione. Accade perché il ceto politico tutto, le Amministrazioni e purtroppo non poca opinione pubblica con niente scienza e pessima coscienza valuta che scuola non fa Pil e, se la chiudi, non costa ristori.