Sequestro Spinelli, ma allora la trattativa non c’è stata?

Pubblicato il 21 Novembre 2012 12:20 | Ultimo aggiornamento: 21 Novembre 2012 12:28
Silvio Berlusconi (Foto Lapresse)

Silvio Berlusconi (Foto Lapresse)

MILANO – “Ti dico nel succo il ragionamento che gli devi fare. Gli devi dire: qui stanno svariati milioni di euro che dobbiamo mettere nella cassetta e nelle cassette di sicurezza devono stare protette. A operazione avvenuta esce il caffè anche per te”: è uno stralcio del dialogo che ci sarebbe stato, scrive il Corriere della Sera, tra Francesco Leone (capo dei rapitori del contabile di Silvio Berlusconi, Giuseppe Spinelli) e Alessio Maier, sul punto di partire per Lugano per parlare con il direttore dell’istituto cooperativo regionale Raiffsein Bank. Appuntamento mai avvenuto, bloccato prima dai pm. Ma dal dialogo non ci sembrano rarcce di trattative.

La conversazione tra Leone e Maier è stata captata in auto. Ad essa è seguita una telefonata al direttore della banca. Il progetto, scrive il Corriere della Sera, era quello di

prelevare il contenuto delle cassette di sicurezza italiane sostituendolo con banconote facsimile da affidare a un complice-cavia alla dogana svizzera, diversivo per portare invece di persona nella banca di Lugano il denaro vero (sinora però non trovato, se è esistito). L’appuntamento svizzero salta perché i pm bloccano le cassette nelle due banche italiane facendo inventare una rapina agli sportelli. Imprevisto al quale il direttore di Lugano, adontandosi con Maier, giustamente non crede: non siete professionali, lo apostrofa, “sono barzellette”.

I misteri sui soldi e la presunta trattativa per la liberazione del rapito ragionier Spinelli e moglie tornano nelle dichiarazioni dello stesso contabile.

“Tornando alla telefonata con Ghedini (l’avvocato di Berlusconi che ha denunciato il sequestro due giorni dopo e che era stato contattato da Spinelli, ndr) io ero quasi riuscito a convincerlo a dare un piccolo anticipo di denaro e poi successivamente a fare un contratto. A questo punto il capo è andato in un’altra stanza forse per consultarsi con qualcuno ed è tornato piuttosto seccato, dicendo che a questo punto loro andavano via, io potevo andare da Berlusconi, di non fare scherzi e che se Berlusconi avesse accettato buon per lui, se no avrebbe perso un’occasione. Ormai si era arrivati a più delle 9…”.

La Stampa, che riporta le dichiarazioni del verbale di Spinelli, sottolinea che

“se sequestro e riscatto sono andati a farsi benedire in fondo il merito è di Niccolò (Nosferatu) Ghedini. E’ il legale di Berlusconi che smonta le pretese dei sequestratori proponendo loro niente meno che un ‘contratto’, perché ‘disse che se la vicenda era quella prospettata, allora si sarebbe fatto tutto alla luce del sole, stipulando un acquisto di questo materiale avverso un corrispettivo da concordare, ovviamente tutto ciò dopo aver verificato l’autenticità dei filmati”.

I filmati in questione sarebbero quelli della chiavetta usb e del dvd che avrebbero dovuto essere mostrati a Spinelli. Avrebbero contenuto, secondo Spinelli, immagini di Carlo De Benedetti, documenti giudiziari, foto di incontri tra Gianfranco Fini e alcuni magistrati. In cambio di quel materiale i rapitori avevano chiesto 35 milioni di euro

Sul ritardo con cui ha avvisato la Procura di Milano, prima il procuratore Edmondo Bruti Liberati e poi la pm Ilda Boccassini, Ghedini si è giustificato “con il fatto che Spinelli, quando arrivò ad Arcore la mattina del 16 ottobre, per tutta la giornata non ammise di essere stato sequestrato. Diceva che aveva parlato con persone molto ‘insistenti’, propose addirittura di versare una prima tranche di 5 milioni di euro per avere i documenti. Cosa dovevamo fare? Chiamare la Procura e dire che secondo noi era stato sequestrato anche se lui non voleva ammetterlo? Solo nella tarda mattinata del giorno dopo, cioè il 17, Spinelli è tornato dal Cavaliere e ha deciso di raccontargli come erano andate davvero le cose. A questo punto Berlusconi mi ha chiamato al telefono dicendomi di contattare subito la Procura. Spinelli mi chiese di aspettare ancora un po’ per consentirgli di avvisare la moglie sull’evolversi della situazione. Il tempo di ritornare da Padova e abbiamo avvisato la Procura. Nessun mistero”.

Prima di chiamare la Procura, però, Berlusconi avrebbe mandato la propria scorta a prelevare i coniugi Spinelli per portarli in una “località segreta”. Solo a quel punto avrebbe dato l’allarme.