Sicilia, arrestati dirigenti assessorato Sanità. Accusa: truccavano i dati di tamponi e positivi Covid in Sicilia per non andare in zona rossa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Marzo 2021 12:20 | Ultimo aggiornamento: 30 Marzo 2021 12:22
Sicilia, arrestati dirigenti assessorato Sanità. Accusa: truccavano i dati di tamponi e positivi Covid in Sicilia per non andare in zona rossa

Sicilia, arrestati dirigenti assessorato Sanità. Accusa: truccavano i dati di tamponi e positivi Covid in Sicilia per non andare in zona rossa (Foto d’archivio Ansa)

Sicilia, arrestati alcuni dirigenti dell’assessorato alla Sanità. L’accusa è di aver truccato i dati di tamponi e positivi al Covid per non far finire la regione in zona rossa. E’ indagato anche l’assessore alla Sanità, Ruggero Razza. Anche se, dalle intercettazioni pubblicate su agenzie di stampa e giornali, sembra arrabbiarsi coi suoi dirigenti che l’avrebbero tenuto all’oscuro dei problemi nella comunicazione dei dati. Alla fine comunque Razza si è dimesso.

Aggiornamento ore 12.20

Si parla dei dati comunicati all’Iss (Istituto Superiore di Sanità). Perché, come è ormai noto da mesi, sono le Regioni a mandare le comunicazioni all’Iss. In base ai dati comunicati dalle Regioni, l’Iss effettua il monitoraggio del venerdì. E, in base al monitoraggio dell’Iss, il ministro della Salute emette l’ordinanza con i colori delle regioni.

Colori da cui dipendono restrizioni o aperture. E che quindi hanno un impatto decisivo sulla vita quotidiana. Sul tessuto sociale ed economico dei territori. E infatti sui giornali e sui social si leggono sempre gli appelli di quel governatore o di quell’assessore che invocano zona arancione o gialla (o rossa, se vogliono chiudere). Poi i dati li mandano loro.

Sicilia: assessore Razza si dimette

“Ho chiesto al presidente Musumeci di accettare le mie dimissioni“. Così l’assessore regionale alla Salute in Sicilia, Ruggero Razza, indagato dalla Procura di Trapani. Nell’ambito dell’inchiesta sulla presunta trasmissione di dati falsi all’Iss per alterare le informazioni sul Covid.

“Per sottrarre il governo da inevitabili polemiche ho chiesto al presidente della Regione di accettare le mie dimissioni”. Così ha detto Razza. Che poi aggiunge: “Alla luce della indagine della Procura di Trapani che mi vede indagato, nel confermare il massimo rispetto per la magistratura, desidero ribadire che in Sicilia l’epidemia è sempre stata monitorata con cura, come evidenzia ogni elemento oggettivo, a partire dalla occupazione ospedaliera e dalla tempestività di decisioni che, nella nostra Regione, sono sempre state anticipatorie”.

Quindi afferma che “non avevamo bisogno di nascondere contagiati o di abbassare l’impatto epidemiologico, perché proprio noi abbiamo spesso anticipato le decisioni di Roma e adottato provvedimenti più severi”. Sulla contestazione relativa alla presunta alterazione dei dati, Razza sostiene che “i fatti che vengono individuati si riferiscono essenzialmente al trasferimento materiale dei dati sulla piattaforma che sono stati riportati in coerenza con l’andamento reale dell’epidemia, tenuto conto della circostanza che sovente essi si riferivano a più giorni e non al solo giorno di comunicazione”.

“Come sempre, il fenomeno della lettura postuma delle captazioni può contribuire a costruire una diversa ipotesi che, correttamente, verrà approfondita dell’autorità giudiziaria competente individuata dal gip – prosegue Razza – Ma deve essere chiaro che ogni soggetto con l’infezione è stato registrato nominativamente dal sistema e nessun dato di qualsivoglia natura è mai stato artatamente modificato per nascondere la verità”. E spiegando le sue dimissioni, conclude: “Ciò nonostante, soprattutto nel tempo della pandemia, le istituzioni devono essere al riparo da ogni sospetto”. 

Sicilia: arrestati dirigenti assessorato Sanità per i dati Covid inviati all’Iss

L’accusa, scrivono Ansa e Repubblica, è di aver alterato i dati sulla pandemia (modificando il numero dei positivi e dei tamponi) diretto all’Istituto Superiore di Sanità. E condizionando i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus. Con questa accusa i carabinieri del Nas di Palermo e del Comando Provinciale di Trapani hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di alcuni appartenenti al Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) dell’Assessorato della Salute della Regione Siciliana. Le accuse sono: falso materiale ed ideologico.

Sicilia: anche l’assessore alla Sanità Razza indagato per i dati Covid forniti all’Iss

L’assessore regionale alla Sanità della Sicilia Ruggero Razza è indagato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Trapani sui dati falsi sulla pandemia comunicati dal Dipartimento dell’assessorato all’Istituto Superiore di Sanità. E’ accusato di falsità materiale ed ideologica. I carabinieri, scrive l’Ansa, gli hanno anche sequestrato dei telefoni.

Sicilia, dati Covid alterati: le accuse dei Carabinieri del Nas

I carabinieri del Nas hanno accusato gli arrestati di aver alterato, in svariate occasioni, il flusso dei dati diretti all’Iss sulla pandemia. Modificando il numero dei positivi e dei tamponi e a volte anche quello dei decessi. Dal mese di novembre sarebbero circa 40 gli episodi contestati dal Nas. L’ultimo dei quali risalirebbe al 19 marzo 2021. Sono state effettuate perquisizioni domiciliari nei confronti di altri sette indagati alla ricerca di materiale informatico e documenti utili alle indagini. Infine sono state acquisite email e dati presso i server dell’assessorato Regionale alla Salute e Dipartimento.

Il Gip di Trapani: “Disegno politico scellerato”

Parla di “disegno politico scellerato” il gip di Trapani. Che, accogliendo la richiesta della Procura, ha messo ai domiciliari una dirigente e un funzionario dell’assessorato regionale alla Salute e il dipendente di una società informatica. Accusati di aver mandato all’Istituto Superiore di Sanità dati falsi sull’andamento della pandemia nell’isola. Positivi e decessi “spalmati” nel tempo per evitare, secondo gli inquirenti, che la Sicilia fosse messa in zona rossa.

Nell’indagine è coinvolto anche l’assessore alla Salute Ruggero Razza, mentre – scrive il gip- “sembra estraneo il presidente della Regione Musumeci, che pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite”. 

Musumeci ha fiducia nell’assessore Razza

“Ho letto le agenzie, inutile dire che in questi casi si resta sorpresi. Noi le zone rosse le abbiamo anticipate non nascoste: è storia. Ma bisogna avere rispetto per la magistratura, ho fiducia nell’assessore Ruggero Razza, se fosse responsabile da solo adotterebbe le decisioni consequenziali. Bisogna essere sereni e fiduciosi, sono convinto che la verità emergerà prestissimo”. Così il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, commenta a Omnibus su La7, l’inchiesta che ha portato ad arresti per alterazione dei dati su tamponi e positivi trasmessi all’Iss in cui è coinvolto, come indagato, l’assessore alla Salute Razza.