Solesino. Bulli “pentiti” si scusano: “Non siamo razzisti”

di Irene Pugliese*
Pubblicato il 10 Febbraio 2010 15:20 | Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2010 15:20

«Cara siamo noi i tuoi compagni di classe. Nell’attesa di riaverti qui sentiamo il bisogno di parlarti». Inizia così la lettera di scuse e di giustificazioni scritta dai compagni di classe alla ragazzina romena di 13 anni che si è gettata dalla finestra di casa piuttosto di andare a scuola. Ha tentato di togliersi la vita perché a scuola le dicevano: «Tu puzzi da romena». È accaduto due settimane fa a Solesino, nel Padovano.

Il caso è volato fuori dalle aule fino alla politica: se gli studenti sono stati accusati di razzismo nei confronti della compagna, gli insegnanti hanno ricevuto critiche sui metodi didattici e sull’impegno a favorire l’integrazione in aula. Ora è arrivata la lettera, recapitata dagli alunni alla famiglia romena. «Appena abbiamo saputo quello che ti era successo ci siamo disperati – scrivono i ragazzi – quella mattina non siamo proprio riusiti a fare lezione nelle nostri mente c’eri solo tu».

In questo modo i compagni di classe hano voluto testimoniare la loro vicinanza alla tredicenne, ma non solo. La lettera è anche un mezzo per difendersi. Nel testo, inviato anche a redazioni televisive e giornali, si respingono le accuse di razzismo. «Sui giornali, dai tg – si legge – ci sono piovute addosso le accuse più false, offensive e infondate che mai ci saremmo aspettati. Non siamo razzisti ti vogliamo bene e ti aspettiamo presto».

Ma lei non ne vuole sapere. «Io in quella scuola non voglio più tornarci – ha detto la ragazzina ai giornalisti – i miei compagni di scuola hanno detto che non mi prendevano in giro, ma non è vero. Mi davano contro perché sono romena. Io voglio cambiare scuola. Anche il mio fidanzato mi ha lasciata per quello che è successo».

*Scuola di giornalismo Luiss