Thailandia. Va in carcere per mezzo grammo di marijuana: “Tangenti per uscire”

di Francesco Salvatore
Pubblicato il 10 Febbraio 2010 15:32 | Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2010 15:32

Se stai in Thailandia fai ben attenzione a non portare addosso marijuana. È questo l’avvertimento che potrebbe dare a tutti Nicola Barozzi, 27enne della provincia mantovana, reduce da un’esperienza poco piacevole nelle carceri dello stato asiatico. Barozzi è stato sbattuto in prigione dalla polizia thailandese perché in possesso di mezzo grammo di marijuana. Il ragazzo racconta la sua avventura nel suo profilo di facebook, chiedendo a un’amica di rendere pubblica la notizia alla Gazzetta di Mantova.

Un autoscatto di Nicola Barozzi dalla cella in Thailandia

Barozzi è stato fermato mentre stava in moto. Il ragazzo è stato perquisito e gli è stato trovato mezzo grammo di marijuana nel bagaglio. «Per uscire dal carcere – ha detto il giovane – ho dovuto pagare la cauzione, altrimenti non mi facevano nemmeno telefonare al consolato. Sono a Ko Phangan, che è la sede del famigerato Full moon, festa conosciuta per l’alto consumo di droghe».

Secondo il ragazzo «tutta l’economia dell’isola si basa sull’afflusso di turisti attratti dai rave party organizzati ogni tre, quattro giorni in varie location. La polizia rifornisce di droga i resort che poi foraggiano i turisti. Raccoglie anche il racket da hotel e bungalow, che pagano mediamente dai 1000 ai 3000 bath al mese, in base a quante prostitute fanno lavorare. Le truffe ai turisti sono all’ordine del giorno, a partire da quelli che sono in possesso di minime quantità di stupefacenti».

«Molto spesso – ha aggiunto Barozzi – sono i proprietari dei bungalows che fanno la soffiata alla polizia per spartirsi i soldi. Si finisce in galera e devi pagare una cauzione che in teoria potresti recuperare, ma un meccanismo perverso lo rende impossibile nella pratica. Poi c’è il processo dove si può pagare una tangente per essere processato, non pagare e i tempi di dilatano a dismisura, affidarti all’ambasciata che trasferisce il caso a Bangkok o pagare un avvocato ed essere espulso dalla Thailandia».

*Scuola di giornalismo Luiss